Tuesday, 4 December 2012

Devo confessarti una cosa

Devo confessarti una cosa.

Tu sei abituata ad avere a che fare con un collega serio, operoso, a tratti stacanovista e certe volte perfino noioso, ma devo avvertirti: se mi dici che una tua amica, giovane, carina, tenerella e tanto graziosa si ricorda di me, io in un istante mi trasformo, e divento un solare giocherellone, e divento un bricconcello adorabile, e piu' leggero di una piuma saltello di idea in sogno.



Era la piu' bella, quella sera, ed io l'osservavo stupefatto e contento dalla sola sua esteriorita'.

Un corpicino delicato, un inno alle proporzioni, un'esclamazione di cura non appesantita da alcuna superbia, si muoveva con grazia in una stanza accaldata e allegra, e l'ornava un sorriso da brava ragazza, e lo perfezionava un gesto d'attenzione per una sconosciuta triste.

L'abbigliamento delle ragazze dell'est, intendo est europa, a volte e' buffo, se si esprime come affanno a rincorrere un'eleganza intrinseca del corpo e del portamento.

Il suo, credimi, era buffissimo.

Era uno zuccherino di quelli incartati in veli sottilissimi, che lasciano trasparire il candore, ed ogni linea appena marcata, quella della cinta, quella degli stivali al polpaccio,era un appiglio per lo sguardo mio, incapace di trattenerla tutta in una sola immagine.

Per caso ci siamo trovati l'uno di fronte all'altra, e cosi' abbiamo iniziato a parlare di questo e quello, e da una battuta sciocca abbiamo tratto spunto per smarrirci nei meandri della number theory e della general relativity, ed io dentro me pensavo ai miei vent'anni, smarriti e dannati da un'infatuazione sciocca, e decapitati dall'invadenza del male.

In cuor mio e' rimasto intatto l'amore.

Cosa sei per me, donna, non te lo sapro' mai spiegare, ma tu, credimi, lo capirai lo stesso.

No comments:

Post a Comment