Tuesday, 18 December 2012

Cronaca di poche ore


La tecnologia permette, ad esempio, di addormentarsi ogni notte mentre filosofi, scienziati, artisti ti parlano o discutono tra loro.
Cosi' ieri ascoltavo una conversazione di teologia, storia e scetticismo, e duemila anni di misteri, dibattiti, eresie e ortodossia erano pieghe delle coperte che mi accudivano, che mi accompagnavano nel sonno.

Avevo dimenticato di togliere la suoneria al telefono, ed erano gia' quasi le due della notte quando un cinguettio binario mi ha ridestato, traslandomi dallo scenario di Palestina per ricondurmi al presente.

Un'amica aveva caricato su youtube un video, ed io ne ricevevo notifica.

Subito sono corso ad ascoltarla, sperando di trovarvi la sua voce, e attorno non era piu' il deserto d'oriente, ma quello di un vagabondo perso nella vastita dell'animo umano.

Contagiato o forse sono in preda ad un delirio, ho registrato poche parole, i versi dell'epitaffio di Adriano, che sono quasi sempre le prima che s'agitano dentro, quando interrogato da un animo poetico.

La notte ho incontrato A.

Eravamo all'ufficio postale, dove proprio oggi mi sono recato per spedire pochi regali di Natale.

Lei mi aspettava davanti alla buca delle lettere.
Ha tratto dalla borsa la busta sulla quale era il suo nome, e sussurrandomi che non era necessario spedirla mi ha preso la mano.

Il sonno e' stato interrotto dal solito mal di schiena, e ogni volta io ero felice.

Felice d'essere riuscito, ancora, a superare l'asprezza, o forse d'averla trasformata in un'idea, in un contatto affettuoso o sublime.


Non ci riuscirei senza i filosofi, l'animo tuo oscuro, spettrale, dove e' latente un ardore che ancora non ha forma definita, ne' la saggezza e la follia lontane che tutti ci nutrono.

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