Thursday, 27 December 2012

Bene, brava, bis

Bene, brava, bis!

Tu, il tuo culo e le belle tette mi avete ancora una volta distratto, fatto sbandare, divergere dalla strada prefissa.

Stavo mettendo assieme per filo e per segno questo ennesimo racconto quando mi sei apparsa innanzi, e allora ho perso subito il filo, ed inseguendo il tuo sculettare per la mente, il tuo essere civettuola seria e severa, di quelle che si impegnano allo spasimo pur di non ridere alle mie battute di spirito, ho perso, anzi scacciato fuori tutto quanto non fossi tu.

No, non arrabbiarti ti prego se ti sembra che accosti in modo banale serietà, malinconia, culi, tette.

Io non scherzo scioccamente con te, non ti prendo in giro, non sminuisco alcun aspetto del tuo carattere: io voglio studiarti sollecitandoti imprevedibilmente, per scoprire, al tuo fianco, tutto ciò che di te ci è ancora nascosto.

Tu farai lo stesso con me, vero?

Adesso ti metto addosso vestiti abbondantissimi, capaci di occultare ogni tua curva, e ti calo sul visetto una cuffia da suora, che cancelli dal volto ogni espressione, ed ecco che finalmente posso continuare il mio racconto e smettere di inseguire ogni tuo movimento.

La Vigilia di Natale l'ho passata in città, affaccendato in compere.

Alla fine ho preso di fatto per lo più libri, Borges, qualche saggio di storia rinascimentale e Camus, ma non ho mancato di entrare anche in un negozio di confezioni ed in una pelletteria.

Li ho visti li, Pippo, Pluto e Paperino, ovvero tre carabinieri, sui trent'anni, a dir poco improbabili: due erano in alta uniforme, mantella, spada, pennacchiume vario in testa, ed uno, il loro ambasciatore al di fuori del manicomio suppongo, in divisa ordinaria.

E' necessaria una premessa prima di proseguire: dei militari che fanno il loro dovere al servizio dei cittadini io ho massimo rispetto: d'altra parte a fare le retate contro i mafiosi ci vanno loro, mica io, e a proteggere Falcone e Borsellino non c'erano no-global o fricchettoni, ma uomini appartenenti all'Arma (o erano poliziotti? onestamente non ricordo).

Anche dei tanti agenti che quotidianamente si occupano di gestire l'ordine pubblico io ho stima: è, il loro, un mestiere difficilissimo, mal pagato e che non riscuote certo le simpatie di molti.

Detesto invece i picchiatori, ce ne sono senza dubbio, e gli invasati delle stellette e della disciplina fine a sè stessa.

Pippo Pluto e Paperino appartenevano probabilmente a quest'ultima categoria.

Non piacevo molto a quel terzetto, sai?

Oh, forse è anche colpa mia.

Per comodità, noia e prigrizia, da anni vado dal parrucchiere una sola volta all'anno, solitamente a gennaio, e dunque capita che per fine dicembre i pochi capelli che mi ritrovo in testa siano piuttosto lunghi.

Se a questo aggiungi un portamento ed un apparenza da tossico, non le cancella l'eleganza indubbia nè la fiera espressione, ecco che per Pluto dovevo sembrare davvero un hippie della malora, uno smidollato senza arte nè parte, e non un tizio con laurea, dottorato e avviata carriera accademica.

Già nel negozio di confezioni in effetti sia lui che Pippo mi avevano guardato con sospetto e malizia, ed io avevo ricambiato con la tipica espressione del miope che vuole rendersi conto di quel che di sorprendente intuisce ma non vede chiaramente.

Li ho incontrati di nuovo nella pelletteria, dove una commessa innamorata di me si attardava nel prepararmi il conto.

Ho assistito, in quel locale gremito di fretta e affari, alla ridicola scenetta di questi tre mentecatti: pavoneggiandosi come starlette della TV, affabilmente chiacchieravano con la proprietaria, assicurando di rapido intervento e pronta protezione in caso di bisogno, e facendo piroette per mostrare la perfetta piega della mantella sembravano più simili a dei grossi big-jim che non ad esseri umani.

Pluto ogni tanto mandava delle occhiatacce minacciose nei miei riguardi, insospettito o infastidito di ritrovarmi li, ed io non dissimulavo se non nella parte consigliata dall'educazione le impressioni che mi borbottavano in testa.

Impressioni, presto promosse ad idee, ci tengo a dirlo, di furore per la pessima, ridicola, parodistica immagine che dell'Arma dei Carabinieri quei tre alberelli di Natale propagandavano a gran voce.

Fuori, dove ancora li ho incrociati, li ho visti concedersi a foto di gruppo con ragazzine e cagnolini, e questa ulteriore prova di infedeltà al loro alto compito, servire in modo distaccato, freddo, serio, mi ha convinto a farne oggetto di una trama di umiliazione cocente a loro disdoro.

Oh, ho dimenticato di dirti che ero con mio fratello, quel pomeriggio.
Con un semplice gioco di sinapsi lo sbatto fuori dall'immaginazione mia ed invoco te al mio fianco, perfida Valentina.

Eccoci dunque li, nella pelletteria, in attesa che il commesso, chiaramente innamorato di te e gelosissimo di me, impacchetti il nostro acquisto.

All'ennesima occhiata di compassione e disprezzo che indirizzo per direttissima al loro orgoglio, Pluto mi rivolge la parola.

'Cos'hai da guardare?'.

Dentro il cuore batte forte, ed indurisce un poco il cazzetto un accenno di erezione.

Non rispondo immediatamente, ma continuo ad osservarlo in silenzio, indispettito soprattutto che mi abbia dato del 'tu'.

Tu, che di me sei migliore anche in questo, ignori completamente il gatto che gioca con il topo.

Mi avvicino un poco, quanto basta per osservare meglio i costumi, e decido infine di replicare.

'Sa, è da tanto che non torno in Italia, e mi domandavo se adesso Carnevale si festeggi a Natale'.

Punto nel vivo, l'ufficiale scalpita, ed intanto al microcazzo continua ad affluire sangue (anche perchè tu davvero sei una gran figa, e lui vuole fare colpo, a mie spese, su di te).

'Questo è insulto a pubblico ufficiale, mostrami i documenti'.

 Pippo e Paperino nel frattempo accorrono di rinforzo come brave marionette.

Frugo nella tasca della giacca, e ...

'Le basta questo, agente Righi?'

ed esibisco la mia tessera di generale del SISMI.

Non so dirti se sul viso cali prima la sorpresa, la paura o l'imbarazzo.

In definitiva mi godo tutti questi ingredienti e continuo.

'Agente Antonio Righi, nato il 23 marzo 1982 a Padova ... Mi è arrivato tre settimane fa il suo curriculum. Così lei vorrebbe entrare nei servizi segreti? Lei, che se ne va in giro a far il brillante con le donnette, per di più facendosi scortare da due spaventapasseri? Vuole entrare nei servizi lei,  che perde le staffe al minimo stress? Uno così può giusto venire a lavare i cessi al SISMI, e a dirla tutta non credo che farà neppure una gran carriera nell'Arma, visto che non mancherò di segnalare la questa condotta ai suoi superiori'.

A questo punto intervieni tu.

Prendi il pacchetto dalle mani del commesso, pesce lesso paralizzato da varie cause, non ultima il terrore di averci provato platealmente con la donna di uno che ha dimestichezza con metodi non del tutto ortodossi, e decidi che ne hai abbastanza.

'Hai finito di giocare, Gio? Io ho fretta'.

Ho finito.
Anch'io ho fretta, signorina MI5.

Fretta di strapparti quei vestiti abbondanti.
Fretta di levarti la cuffia da suora.
Fretta di giocare con te ...

No comments:

Post a Comment