Wednesday, 12 December 2012

Ancora pensieri

Ho ancora sete della tua pelle.

Alla distanza alla quale vorrei essere ora, essa non apparirebbe piu' come un tessuto omogeneo, anonimo, un rivestimento artificiale per quanto grazioso di un corpo invisibile e nascosto, ma rivelerebbe una natura viva di mosaico, ed ogni tessera poiche' diversa e tua, e calda, odorosa, salata o dolce, io dovrei conoscere individualmente attraverso i sensi.

L'aderenza, lo scorrere lento del labbro che strofina quasi la pelle, che all'altezza della natica contiene, premendo in misura perfetta l'agile, soda muscolatura solo nelle posizioni dell'amore, mi sapra' dissetare una volta di piu'.

La curva che non finisce in nessun luogo, poiche' non sazia mai del tutto, sara' per me ancora la chiave di violino attorno alla quale comporre pensieri d'amore.

Ho ragionato a lungo, e sono forse giunto ad una soluzione.

Questa somiglia troppo ad un'assoluzione perche' ci possa credere davvero, e tuttavia mi obbliga a riconsiderazioni infinite, e quindi ad un'attivita' che mi
sapra' tener compagnia nelle prossime ore.

Ho pensato di nuovo al tradimento.

Non credo sia necessariamente, esclusivamente un atto di squallore.

Puo' essere il cedere di un proponimento non ad un semplice capriccio, ma ad una vertigine.

Giungo anzi ad immaginare circostanze nelle quali sentimenti diversi, opposti ma egualmente ardenti e profondi, dilanianti, possano contendersi il primato di un cuore, di una mente, di un corpo.

Allora il tradimento non si esaurisce nella scappatella, ne' e' a chiaro beneficio di colei o colui che viola il patto, ma piuttosto ha i colori e le trame tragiche di una dialettica atroce, che mette e costringe assieme  la bestia e l'uomo, o l'uomo e l'uomo, o la bestia e la bestia.

Non rinuncio ad alcuna di quelle combinazioni di desiderio e sentimento, che contemplano ogni possibile circostanza alla base di un tradimento, poiche' riesco a realizzarne ognuna in forma eccezionale qui, adesso, nella mia mente.

Bene e male, d'altra parte, non necessariamente sono disgiunti.

Io, certamente per la mia storia personale, mi sono spinto oltre questo confondersi, che spesso e' solo vago.

Dovendo per forza di cose convivere con limiti ingombranti e definitivi, ho ruotato i miei sistemi di riferimento, ed il risultato piu' eclatante, quello cui tendevo, e' stato giungere a sovrapporre ad ogni male un bene, ad ogni privazione, una risorsa.

Cosi' la serenita', la gioia, il piacere negati per via diretta io li introducevo nell'esistenza come prodotti, sottocomponenti di un dolore, di una difficolta', di un lutto.

Non si torna facilmente sui propri passi, quando si e' avvinti ad una visione da piu' che una prospettiva casuale.

Io oggi non potrei rinunciare al male, perfino quello inteso come conflitto, scontro, confronto:mi e' necessario per godere costruendo, sognando, attendendo.

Per questo non riesco ad immaginarmi in una coppia serena, tranquilla, pianificata.

Sarei un animale in gabbia, quando io sono simile ad una fiera che preferisce i pericoli della savana alle avvilenti sicurezze di uno zoo.

Sono un'anima in pena, e lo sono deliberatamente.
Sono un moto perpetuo.

Forse questa natura e' evidente, forse e' nei gesti, nelle parole, nelle abitudini perfino.
Sono mesi che non mi muovo dalla citta', le mie gite si limitano a passeggiate nei parchi, nei musei, eppure dentro ho circumnavigato l'essere infinite volte solo nell'ultima settimana.

Forse e' questa natura che ha tenuto lontane le donne che ho incontrato, che in aggiunta alla paura di un'avventura senza fine sono state troppo gentili, oneste, ingenue o limitate per considerarmi come amante piuttosto che compagno.

Se cosi' fosse troverei un attimo di pace, poiche' io non rinuncero' mai a me stesso, nemmeno per una donna.

Non carico questa affermazione di disprezzo, anzi.

Mi sento ancora piu' legato ad una creaturina, se la scopro esausta, tremante, ferita, ma almeno allontano da me il peso dell'inferiorita', l'orrore di essere oggetto di scelte severe e sprezzanti.

L'amore per noi sara' l'armonia degli opposti di Eraclito, sara' un fuoco che ustiona e riscalda, carbonizza e fonde.

Sara' passioni che non potranno ridursi ai sensi, al nervo, sara' un ricordo indelebile.

Saranno lotte tra caparbieta' diverse, scintille che pizzicano per illuminare.

Sara' un baluginare nel buio della notte, conoscera' addii strazianti e rinascera' in abbracci che non hai provato ancora.

Sara' di tutto, ma certamente non la concigliante favola della mela di Platone.

4 comments:

  1. sarebbe trovare "l'incastro" giusto! :)
    io ho gettato la spugna da tempo e non mi pento! :))
    bacio

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    1. Io ancora mi dimeno.
      Ancora per un po' almeno.

      Ciao!

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  2. Mbha... Per me la mela di Platone, con rispetto per Platone :D, è una cazzata! E so esattamente il perché, ma io non sono Platone e poco conta il mio parere :)
    La gente vuole star tranquilla che se no' i romanzetti rosa che ci starebbero a fare?! Per far sognare un amore turbolento senza rinunciare alla comodità di una relazione scialba.
    In sintesi fai bene a non rinunciare a te stesso :D

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    1. Almeno per un po' l'idea che sia una scelta e non una costrizione mi sosterra'.
      Almeno fino alla prossima mazzata insomma :D

      Ciao graziosissima signorina d'altri tempi!

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