Friday, 16 November 2012

Un'altra notte di sesso

Questa volta comincio come parte di una comitiva di motociclisti.

Io sono in sella alla mia super motard, una moto dalle sembianze di un fuoristrada ma con le sospensioni e gli pneumatici di una stradale, mentre gli altri guidano delle enduro dalle ruote artigliate.

L'istante in cui il sogno inizia e' proprio quello in cui il manto stradale da levigato si fa sassoso, e dunque particolarmente ostico per me.

Gli altri godono di quella condizione, sguazzano felici nelle pozzanghere fangose e sgommano sulla sabbia, io invece per forza di cose devo rallentare, stare attento, e conseguentemente perdo di vista i miei compagni, e mi ritrovo ad avanzare preda di mille paure, che sono quelle che ho conosciuto personalmente quando sono caduto, quando mi sono trovato a poter contare solo su me stesso.

Il rombo del motore nella natura altrimenti incontaminata e' come blasfemo.

Da un po' sto bestemmiando la pace nella quale non mi rendo conto d'essere, ed ecco che una casa come di fata, nascosta nel folto della foresta, mi accoglie.

Vi ritrovo una donna che ricorda vagamente Carla, che conobbi solo come ragazza, e che allora era sicuramente assai piu' sicura di se' e scaltra di me.

Naturalmente nel giro di un attimo stiamo gia' scopando.

Sulle prime e' lei a dirigere le operazioni erotiche, che sono comunque solo infiniti preliminari: insiste perche' la lecchi li, e infili prima un dito, poi due nella sua fessurina morbida.

Mi do da fare con somma partecipazione, e so bene che li dentro le mie dita lunghe e sottili sono le migliori possibili per individuare, solleticare, stimolare il suo punticino del piacere.

E' davvero Carla, e sembra che si ricordi di me come il ragazzo gentile e per certi versi remissivo di un tempo, e cosi' mentre la faccio godere come una matta penso tra me e me che presto sara' il mio turno, e allora alla sorpresa della mia determinazione di fotterla come dico io seguira' un piacere, intimamente suo, diverso, che non cancellera' ma completera' quello che adesso la sta irrorando tutta.

E' da un po' che sta gemendo come una gattina, quando decido che e' tempo di qualcosa di diverso.

Mi sollevo un po', mi levo le mutande e mi godo il momento di stupore che ne segue: perfino uno come me, infiacchito dal male e solo consolato dalla saggezza, e' uomo li sotto.

Anzi, lo sono solo li sotto, e questa mancanza di coerenza, questo rapporto spezzato ed imperfetto tra magrezza e vigore, finisce per solleticare la golosita' della donna, e forse spaventarla un poco.

Lei sulle prime in effetti e' confusa: non sa se essere allegra, iniziare a immaginare la frizione inebriante, l'aderenza esatta di quella carne sulle pareti interne del suo utero, oppure preoccupata da un ipotetico 'male', un'irruenza semplicemente cruda.

Ci penso io a disperdere ogni dubbio: la faccio mettere a carponi e me la scopo come si deve alla pecorina.

Svanite la preoccupazione, l'esigenza di ruoli, tutto cio' che e' diverso da noi due, siamo semplicemente felici.

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