Sunday, 18 November 2012

La mia sull'aggressione israeliana alla Palestina.


C'e' spazio solo per l'ovvieta', e tuttavia desidero commentarla.

Usero' dichiarazione ufficiali di eminenze israeliane, perche' davvero alle volte non occorre che mettere una accanto all'altra certe dichiarazioni per far progredire il proprio pensiero dallo stato confuso di impressione e quello solido di ragionamento.

L’ex ministro della Difesa israeliano Moshe Dayan disse un giorno, sintetizzando alla perfezione lo stato attuale delle cose che “Israele dev’essere come un cane rabbioso, troppo pericoloso da importunare”.


Argomento meglio, citando da internet lo spezzone di un'intervista a Martin Van Creveld, professore di storia militare alla Hebrew University di Gerusalemme.

“L’Iran non potrà mai venire minacciato nella sua stessa esistenza. Israele sì. In realtà, una tale minaccia potrà diventare persino più grande dell’attuale intifada. Questa, almeno, è l’opinione pessimista di Martin Van Creveld. “Se continuasse ancora a lungo”, ha detto, “il governo israeliano perderebbe il controllo della popolazione. In campagne come questa, le forze anti-terrorismo perdono, perché non vincono, e i ribelli vincono non perdendo. Considero una totale sconfitta israeliana come inevitabile. Questo comporterà il crollo dello stato e della società israeliani. Distruggeremo noi stessi”.

“In questa situazione, ha proseguito, sempre più israeliani guarderanno al “trasferimento” dei palestinesi come l’unica salvezza; ricorrere ad essa diventa sempre “più probabile” ogni giorno che passa. Sharon vuole cavalcare il conflitto e sa che nient’altro avrà successo.

“Ma il mondo permetterebbe una tale pulizia etnica? “Questo dipende da chi la attuerà e da quanto sarà veloce. Possediamo diverse centinaia di testate atomiche e di missili e possiamo lanciarli contro obbiettivi in tutte le direzioni, forse anche a Roma. La maggior parte delle capitali europee sono obbiettivi della nostra aviazione militare. Fatemi citare il Generale Moshe Dayan: “Israele deve essere come un cane pazzo, troppo pericoloso da infastidire”. Considero tutto ciò senza speranza, a questo punto. Dovremo cercare di impedire che le cose arrivino a tanto. Ma le nostre forze armate non occupano la tredicesima posizione al mondo, ma piuttosto la seconda o la terza. Abbiamo la capacità di trascinare il mondo con noi. E posso assicurarvi che sarà ciò che accadrà prima che Israele affondi”.

 Aggiungo in appendice un pensiero scritto diverse settimane fa ma non pubblicato.

In quei giorni si mormorava di un imminente attacco israeliano all'Iran.

Sono davvero preoccupato dalla grande incognita del futuro, e questa apprensione e' accresciuta enormemente dalla conoscenza che ho degli attori che ne districheranno il mistero.


Sono sgomento.

Ho letto un po' di questo e un po' di quello: ho trovato poche conferme di certezze che davo per scontate, e sono cresciuti i motivi di apprensione.

Da anni frequento iraniani: ne ho conosciuti di bizzarri, ma anche di civili, colti, piu' prossimi allo splendore culturale di Persia che non all'obnubilazione che e' associata ad ogni furore monoteista.

Non perdo neppure tempo ad elencare le figure immense di grandi, illuminati figli di Israele che hanno contribuito ai progressi della scienza e della filosofia (anzi, almeno due nomi li faccio: Einstein e Spinoza, come a dire due delle menti piu' brillanti di tutti i tempi), ne' a ribadire fatti storici sui quali non si puo' che concordare.

Se do ascolto alle notizie che affiorano in superficie, mi sento minacciato assai piu' dalle perverse convinzioni del presidente Iraniano che non dai modi compiti dei governanti d'Israele.

Se qualcuno poi mi cita voci estremiste in Israele, penso che dopotutto la pazzia e' ovunque, e non si puo' certo pretendere che un popolo ne sia esente.

Mi inquieta pero' leggere del curioso, buffo incidente capitato a Yosef Ovadia, una personalita' di spicco d'Israele.

Rav Ovadia Yosef, one of the leading Judaic sages of the generation, was imprisoned in his own car Monday for 45 minutes as a result of the adoration felt for him by masses of believers.
Il rabbino Ovadia Yosef, uno dei piu' influenti saggi Ebrei di questa generazione, e' rimasto imprigionato nella sua stessa auto per 45 minuti, come conseguenze dell'adorazione provata per lui dalla masse di fedeli (durante una manifestazione).

Tutto bene, direte voi.

Un cazzo, visto che questo monumentale rincoglionito ha recentemente dichiarato che

'“I non-Ebrei sono nati solo per servire noi. Senza questa funzione, non hanno motivo di essere al mondo – esistono solo per servire il Popolo di Israele'.

Alla luce di questi fatti, la speranza di cambiamento e pacificazione non passa certo attraverso la pioggerella di vecchi razzi verso Tel Aviv o Gerusalemme, ne' giovani l'esibizioni, nel mondo arabo, di minacce che non si potranno mai concretizzare.

L'unica speranza e' che i milioni di israeliani di buona volonta' siano in grado di far cambiare le cose, e non e' un caso se questi incidenti arrivano proprio a ridosso di elezioni politiche: gli ultrarincoglioniti, gli invasati, vogliono spaventare il proprio popolo, convincerlo a cercare protezione aderendo alle posizioni piu' violente e apparentemente tutelatrici.

3 comments:

  1. A me fanno paura le narici di Noa.

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  2. Adesso che l'ho vista ho paura anch'io ...

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