Tuesday, 27 November 2012

Il dettaglio del piacere


Prendi stasera, ad esempio.

Sono torturato dal mal di schiena.
Mi piega una volta di piu', il bastardo, e per questo sono nelle condizioni migliori per scoparti a dovere, in quell'arena che sara' il nostro letto, o il tavolo della cucina, o dove ti trovero' tornando a casa.


Sotto si gonfia di piu' quando cresce il dolore, che' d'altro canto l'avra' capito anche il mio corpo che l'orgasmo annega in un dolce torpore le sofferenze come anestetizzando, oltre che produrre un istante di ebbrezza che subito svanisce, no?

Voglio darti definizione, descrizione dei dettagli del piacere.

Te lo confesso: il mio e' decapitato dalle numerose ferite, le cicatrici, l'irregolarita' diffusa delle ossa o delle cartilagini.

Vorrei stringerti al petto, avere una sensibilita' diversa, piu' viva sul torace, ma li il pallore della pelle e' comune ai nervi, che il bisturi ha mozzato, e l'affiorare dei residui delle protesi tormenta lo sterno, ed il lungo, tortuoso corso della spina dorsale.

Il piacere per me e' soprattutto mentale, soprattutto lo e' nell'istante in cui mi rendo partecipe al tuo godimento, e del corpo m'inebria soprattutto la sensazione di potenza dell'erezione, lo stringersi della pelle attorno al pene ritto e rigido, il tirare del tessuto allo scorrere longitudinale o alle sollecitazioni trasversali.

I punti di contatto, che tuoi, credimi, saranno in ogni centimetro della tua superficie, da quel fazzolettino delizioso, la strisciolina di carne che dal monte di Venere inciampa nelle pieghe della fica e arriva a lambire l'ano, ai morbidi seni, dalle caviglie sottili ai solidi glutei, dalle orecchiette da succhiare avidamente al nasino timidino dove nel sogno ti ho visto arrossire, io li limito al viso, agli arti, alle mani che ti stringeranno forte e nella zona immediatamente circostante al cazzo, ove nulla si e' rassegnato ad essere inerme.

A denti stretti combatto il dolore, oggi.
Tengo duro cosi', con una condotta quasi marziale.

E a denti stretti stanotte scoperemmo.

Tu, sopra di me, compagna, cavallerizza indomita, puttana del mio cuore, amore mio, ad ogni colpo di reni saresti agile a salire, e poi tuttavia non ti lasceresti accompagnare dalla forza di gravita', tornando verso il basso passivamente, ma spingeresti tu, saresti tu a schiacciarmi il cazzo dritto, duro, spigoloso, per cercare quel pizzicorio intimo che e' la molla del tuo piacere, che e' il mio, e che stasera davvero devo leggere nei tuoi occhi.

Lo vuoi sentir scorrere dentro e fuori prima che le carni, obbedendo alle leggi dell'elasticita' del tessuto, abbiano guadagnato ancora quiete.
Vuoi tenere in tensione i nervi che dalla fica salgono in alto, con priorita' su ogni altra cosa, fino alla tua testolina d'oro.


Ecco, ci siamo capiti?

Io quando ho un simile dolore, a questo, e cosi' penso.

E anche se di questa immagine ci sono solo un paio di componenti, la patta dei pantoloni che preme un volume eccessivo, il mal di schiena che contamina ogni fottuta nozione ortopedica, e andra' a finire in klinex e Anita Blone, Emily Da Vinci o una troietta qualsiasi, la tua presenza ideale amplifica, enormemente, la soddisfazione, anzi, il senso di un rimedio che altrimenti sarebbe solo squallido.

3 comments:

  1. Ti capisco bene. Un bacio, di cuore.

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    1. Lo immaginavo :-)
      Un bacio a te

      Gio

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  2. bello avere il mal di schiena! :)
    e ora ti sei ripreso?
    Bacio!

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