Friday, 19 October 2012

Una mente reattiva

 
Una mente reattiva puo' salvare la vita piu' di un giubbotto anti proiettili, e se io sono qui a parlartene e' perche' ne sono dimostrazione, perche' l'arguzia, la prontezza di riflessi e non ultima la spregiudicatezza davvero hanno salvato la mia pellaccia.



Tra tutti gli sconvenienti associati alla professione di medico, il peggiore e' quello di dover prestare servizio anche a individui viscidi, autentici figli di puttana che in nessun'altra circostanza verrebbe in mente di frequentare, figurarsi di assistere.

Ma il giuramento Ippocratico, io stesso l'ho recitato, impone, e dopotutto la curiosita' di medico suggerisce, di prendersi cura o studiare chiunque il caso ti presenti come malato o paziente.

Mr. Jones comunque faceva di tutto per mettere in dubbio la mia professionalita', e sembrava quasi godere nell'essere il piu' insopportabile possibile.

Insopportabile lo era davvero, e nel modo peggiore: incapace di gestire i minimi fastidi di mali ridicoli, li vomitava addosso al suo prossimo, a me, moltiplicati per cento. 

Eri un individuo ignobile, Mr. Jones, e forse non meritavi una fine cosi' crudele ... ma si sa: il mondo e' ingiusto, e non ha rispetto o paura di alcuno.

Ne avrai visto le foto sul giornale, avrai letto dei suoi tatuaggi inneggianti al nazismo, della sua attivita' di strozzino, e quello ti sara' forse sembrato sufficiente per gioire di quella fine prematura, di quella morte improvvisa.

Nessuno, era questa la sua convinzione, si sarebbe sporcato le mani del suo sangue per una storia di svastiche e interessi a due cifre, tanto piu' che con l'avanzare dell'eta' il maiale aveva smesso i panni del picchiatore, e ormai viveva di rendita.

Povero ingenuo, non aveva fatto i conti con quella bestia eternemente vigile che e' lo spirito della vendetta, che sa cogliere anche a distanza di anni i frutti dell'odio.

...


Il ripetersi insistente di episodi di extra-sistole non aveva spaventato Mr. Jones a sufficienza da spingerlo a chiamare un'ambulanza, ma era stato sufficiente per convincerlo a fare il mio numero, il numero del suo medico personale.

Nonostante il mio PhD preso ad Harvard, il lavoro all'ospedale e quello alla clinica, di soldi a quei tempi ne vedevo ben pochi, ed ero disposto a farmi in quattro per pochi dollari.

Cosi', quando quella notte ricevetti la sua chiamata non esitai ad alzarmi, preparare la borsa, precipitarmi da lui.

In poco piu' di mezz'ora ero a casa sua: i canonici 100 dollari che mi avrebbe infilato, sprezzantemente, in tasca alla fine della visita, denari che per lui avevano il senso di possesso piu' che di servizio, mi avrebbero decisamente fatto comodo in quei mesi di cinghia tirata e futuro incerto.

La notte stringeva come d'assedio la sua villa, una meravigliosa tenuta su due piani immersa in un parco che soldi d'altri avevano decorato negli anni del suo ozioso ritiro di marmi kitch e tinteggiato di fiori da depliant.

Eravamo al primo piano, nella sua camera da letto.

Avevo fatto sedere Jones affianco ad un tavolino, cosi che potesse tenere disteso il braccio destro. Mentre ronzava l'apparecchio della pressione, con il fonendoscopio gli auscultavo il petto: ero concentrato cosi' tanto nel seguire il battito del suo cuore, che, lo ammetto, non mi accorsi di nulla.

Non dell'avvicinarsi delle loro motociclette, non del lamento dei cani, narcotizzati o neutralizzati in qualche modo, non dei passi che salivano le scale, non dei passi che colmavano in poche falcate il corridoio.

Cosi', quando alzai gli occhi, incuriosito piu' che insospettito dalla rapida accelerazione del battito del cuore di Jones, pieno di sorpresa mi trovai circondato  a 6 ceffi da galera, dei motociclisti anzi, dei centauri, di quelli tutti pelle, metallo e bandane.

Ne riconobbi un paio: erano Sons of Anarchy.

Mi era capitato di incrociarne nei corridoi dell'ospedale, o perche' in visita a Tara, una bella dottoressina, una gnocchetta con un culo da urlo che avevo provato piu' di una volta, senza successo, a portarmi a letto, o perche' da rattoppare, ricucire o rimettere in piedi.

Mentre due di loro prendevano in consegna Jones, e questi si manifestava per quello che era, un ometto terrorizzato, incapace perfino di urlare, gli altri 4 si avventarono su di me, inconveniente non atteso, variabile imprevista nel loro piano.

Riuscii a divincolarmi dalla presa di Bobbie, che m'era come franato addosso, e dopo aver evitato un suo attacco, rifilai un diretto a Chibs, che barcollando ando' a sbattere contro un tavolino, prima di rovinare a terra, ma stavo ancora cercando di capire cosa diavolo stesse succedendo quando la rivoltella di Jax, eloquentissima vista dal davanti, mi consiglio' di desistere dai miei tentativi bellicosi.

Alzai le mani, e cercai di definire i contorni di quello che stava capitando.

Una sentenza di morte: ecco cosa erano li ad eseguire, quei criminali.
Ma la vittima designata non ero io, era Jones.

Capii che qualcuno aveva pagato perche' fosse ucciso, qualcuno di importante cui il bastardo aveva calpestato i piedi anni fa, e che aveva pazientemente atteso che il balordo abbassase la guardia, licenziasse uno dopo l'altro tutti i gorilla di cui si era circondato per anni.

Liquidare quel cinquantenne non era un problema: i Sons of Anarchy, d'altra parte, non sono gente da farsi troppo scrupoli quando sul piatto ci siano dollari, alleanze, accordi vantaggiosi.

Il problema era io.

Che fare di me?

Uccidermi a sangue freddo?

Cosi' confabulavano tra loro, e io sapevo benissimo che non avrei avuto molto tempo per agire.

Un minuto soltanto, e forse quello scalmanato di Tig avrebbe risolto ogni dubbio, facendomi saltare le cervella.

'Io ho una soluzione', dissi.

La sorpresa colse quella combriccola di criminali, che certamente tutto s'aspettavano, suppliche, scongiuri, lacrime, tranne che una 'soluzione'.

Jax, gia' oppresso da troppi rimorsi e abbastanza ipocrita da concedere alla sorte una possibilita', replico':

'Quale soluzione, man?'.

Era ovvio che non riponesse alcuna speranza in quella soluzione.
Di piu': era ovvio che una risposta sciocca gli avrebbe reso piu' facile il compito di eliminarmi.

Ma io non ero sciocco, ne' tantomeno un ragazzino alle prime armi.

'Lasciate che sia io a farlo fuori'.

Alcuni accennarono un sorriso, altri sgranarono gli occhi increduli.
Jax, invece, non fece una piega.

'Come?'.

'Lasciate che sia io a fare fuori il bastardo. E per garanzia ...'

Li si giocava tutto, e non avrei deluso le aspettative ...

'E per garanzia che non tradiro' la vostra fiducia, riprendetemi coi vostri telefonini mentre faccio fuori questo porco, cosi' non avro' mai la tentazione ne' la possibilita' di tradirvi'.

Jax, amico mio.
Avresti dovuto vederti.

Ti servivo su un piatto d'argento la migliore delle soluzioni: tu non ti saresti macchiato di un solo crimine, avresti incassato il tuo compenso e per di piu' avresti tenuto, per sempre, in scacco un giovane medico, brillante e promettente che avrebbe fatto comodo in tante occasioni.

Certo, dovevo pensare anche a come sviare le indagini della polizia: la telefonata di Jones sarebbe stata sufficiente ad incastrarmi, e allora pensai semplicemente che ...

'D'accordo, man. Fallo fuori e avrai salva la vita.'.

'Mi basta un secondo.'

Aprii' la mia borsa, alla ricerca del giusto ingrediente. Ne trassi una siringa e due o tre flaconcini. Mischiai questo a quello quindi, in un'atmosfera surreale, Jones che smaniava, piangeva e bestemmiava, Jax che innervosito mi guardava dubbioso, e Chibs sempre svenuto per terra, mi avvicinai alla vittima designata.


'E adesso prenditi la mia medicina, vecchio bastardo' dissi, mentre gli iniettavo in vena il veleno preparato con tanta cura.

Pochi istanti, ed il cuore del maiale inizio' a pompare a tutta velocita'.

Raggiunse subito un punto di non ritorno, il tessuto si sfibro', si apri' forse un microaneurima, tanti anni di droghe, alcol e colosterolo avevano compromesso il suo sistema cardiocircolatorio ... e in pochi istanti il bastardo era morto.

'Ben fatto uomo' mi disse Jax, aggiungendo subito dopo.

'Ti sei guadagnato la salvezza. Ora pensa a far rinvenire Chibs, ok?'.

Un quarto d'ora piu' tardi, i Sons abbandonavano la scena del crimine.

Io, rimesso tutto in ordine, Jones nel letto, i miei ferri nella borsa, scesi sereno in giardino, carezzai i cani che iniziavano a ritornare in se', e con tutta calma rincasai.

Il mattino dopo fui chiamato dallo sceriffo.

Risultava che Jones, prima di morire, mi aveva chiamato.
Confermai la visita notturna, e l'iniezione, il quadro clinico delicato del paziente, ma non accennai ovviamente ai contorni della vicenda.

Non desto' nessun sospetto la mia ricostruzione, tanto piu' che nessuna sostanza tossica fu trovata nel corpo di Jones: il mio 'veleno' non era che un innocuo farmaco, che solo le circostanze avevano trasformato in intruglio mortale.

Cosi' una mente reattiva mi salvo' la vita, e cosi' iniziai una lunga collaborazione con i Sons.

Neppure loro si capacitavano di come fossi riuscito a evitare guai con la legge, ed il mio piccolo inganno non fece che ingigantire ai loro occhi l'imponenza della mia figura, visto che spiegai loro che avevo usato un farmaco di mia sintesi che non lasciava traccia alcuna.

PS: non l'ho riletto. Non oso pensare a quali errori mostruosi possa aver lasciato qui e li.

3 comments:

  1. Gio sei un medico tu?
    Ti pensavo laureato in fisica! :)
    epperò fammi leggere bene!
    a dopo i saliti e baci! :)

    ReplyDelete
  2. ma...è un sogno? :((
    L'ho riletto due volte ma...
    Mi è sembrato anche di conoscere (di fama) il tipo dei tatuaggi! :(
    Sono in delirio..scusa Gio
    Epperò alcuni medici sono bravissimi! (non con me)
    e poi, ora, mi sento una lupetta che va a cuccia con le orecchie basse! :(((
    Baciotto e buona domenica!

    ReplyDelete
  3. Ciao Sara!

    Si, sono un fisico, e questo e' solo un racconto di fantasia!

    Mi appoggio a personaggi di un telefilm americano per dare vita ad una situazione di pura immaginazione!

    A presto!

    Gio

    ReplyDelete