Monday, 15 October 2012

Un giorno sara' come te

Le mie parole non riusciranno a tradurre l'estensione di una bellezza, quella che vedi ritratta in questa fotografia, di fronte alla quale io sento quasi di dover indietreggiare.


Questi occhi d'altra parte, assuefatti da suggeritori triviali e molli consuetudini a cogliere o cercare in ogni immagine i riflessi, gelatinosi, della patina, o gli incastri ben collaudati di luci accecanti e ombre opache, a fatica si riabituano al contatto con una realta' fatta di fanghiglia, lamiere sgangherate, bidoni arrugginiti e poveri stracci, che senza nessuna soluzione di continuita' riempiono ogni spazio, contendendolo a gambette magroline, a ciabattine di tela, a bende arrotolate.

La vitalita' di cui si compone quest'immagine si nutre dei suoi contorni di miseria, e si ribella con una tenacia a me sconosciuta all'insolenza impietosa dell'indigenza, sfacciata nell'alternarsi del gelo invernale e dell'afa estiva, nella fame, nella paura che non possono essere sconosciuti in quelle baracche, e risuona piu' forte nel vuoto della poverta' autentica di cui trasuda.

La bambina con le mani giunte che ti e' di fronte, quella bellissima zingarella con la quale stai giocando, Alice, ti sorride perche' nel suo cuore e' gia' la certezza che un giorno sara' come te.

Una legge come di prospettiva lega le vostre due figure, che pure mille variabili tentano di differenziare, ed io, nel suo viso, che infligge la piu' severa e sensata condanna ad ogni forma di intolleranza, ritrovo il tuo, e nella luce di quegli occhietti allegri e vivaci la stessa ragione della tua presenza.

Il bimbo in disparte, la figura in secondo piano ferma sulla soglia, forse perche' colto in un chiaro scuro che pare denunciare un conflitto interiore sembra quasi si stia interrogando, come smussando i propri convincimenti, sorpreso che una presenza estranea possa essere amica.

Il futuro fara' di tutto per convincerlo del suo timore (che e' ovviamente una mia interpretazione), e tuttavia le angherie cui sara' sottoposto dai 'gagè', la lotta che sara' quotidianamente la sua vita, dovranno pur rendere conto anche di una figura, la tua, che esula dai facili convincimenti sui quali prosperano il sospetto ed i facili pregiudizi.

Ecco allora che sei veicolo di un'idea, e cioe' che esista qualcosa di piu' profondo, di antecedente all'etnia, alla condizione sociale, all'etichette che questa o quella convenienza riescono con superficialita' spesso crudele e sempre ridicola ad attribuire alla complessita' senza pari di un essere umano.

Guardo con affetto le figure che ti circondando, e non posso che gioire ancora una volta della liberta' di cui godono, a dispetto della poverta' che li circonda, gli ultimi della terra.

La ragazzina nera come il carbone, la piu' piccina tra tutte, quella che sembra una giovane streghetta intenta ad addomesticare la sua scopa, confabula tra se' e se', in un linguaggio inaccessibile a chi non sia un elfo o un mago, di uno stupore non diverso dal mio, e cerca intanto di escogitare una tecnica, o un incantesimo, di apprendimento, perche' di quell'ospite misteriosa che sei non resti solo un vago ricordo, un'immagine effimera, ostaggio dei limiti della memoria.

Quanto costa un sorriso in questo mondo?

I piagnistei di bimbi viziati e gia' perversi, ma anche il mio dolore, che credo, cedendo alla pressione di un egoismo inopportuno, sensato o quantomeno grave, scolorano se accostati alla gioia di un esserino che vive di nulla.

La condizione di indigenza mi pare a volte l'ideale per cogliere il tesoro immenso che e' nel cuore di chi ci e' prossimo, e dunque nel nostro.

Quei sorrisi non trattenuti, che quasi contrastano con fisionomie in parte gia' segnate da troppo precipitosi accenni di faticosa maturita', mi ricordano i bimbi di Nairobi coi quali mio fratello giocava a pallone in cortili sabbiosi, e i ragazzini che condividevano con me le pene di lunghe ed inutili sessioni di ginnastica riabilitativa.

Le frasi sconclusionate e disarticolate che ho raccolto qui non vogliono che significare una cosa: Alice, con le tue scelte, promuovendo attitudini ideali in gesti concreti, tu collabori a ristabilire l'equilibrio del mondo, ad avvicinarne la realta' al modello.

La tua esistenza conferma mille teorie, e queste, rafforzandosi l'un l'altra, confortano un malinconico sognatore abituato a condividere nulla se non le meditazioni sul male o la facile allegria dei folli.



PS: Ho chiesto ad Alice il permesso di pubblicare questa che, tra tutte, e' la foto che meglio ritrae, per completezza, la sua bellezza, moltiplicata com'e' in ognuno di quei visi di bimbi rom.

6 comments:

  1. non so perchè ma mi è venuto in mente l'i-phone 5.

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    1. Te lo devo confessare: ci sono arrivato molto vicino, scrivendo e pensando queste parole!

      Gio

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  2. Abbiamo, in qualche modo, avuto la stessa sensibilità di scrivere dei bambini... in un modo o nell'altro aro amico
    Questo sabato festeggeremo, assieme ai "reduci" del liceo, in una cascina/comunità dove i volontari hanno cura, quotidianamente, dei bambini Rom. La cascina sarà presto espropriata dal comune di Milano... l'Expo non ha pietà di nessuno.
    Speriamo anche attraverso questa "festa" di poter dare il nostro contributo a chi, con il proprio sorriso, non ha mai fatto distinzioni di razza.
    Bambini... semplicemente

    Un abbraccio
    Joh

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  3. Questa bulimia di spazi finira' per ucciderci.

    Io ho maledetto il giorno in cui l'Expo invece di finire a Smirne e' stato assegnato alla mia Lombardia.

    I palazzinari si sono sfregati le mani, e a gioire sono stati gli ingenui.

    Spero che avrete voce, Joh.
    Io, nel piccolo rappresentato dai miei pensieri, sono al tuo fianco.

    Gio

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  4. Ho fatto di peggio! Sono andata nelle zone più povere per comprendere che la vera "povertà" non era tanto lontana da me! Loro sanno già tutto, accompagnati da una serena rassegnazione: i loro occhi neri erano meravigliosamente pieni di luce!!
    Ogni volta che tornavo stavo male, quasi volessi farmi una colpa!
    Non sopportavo più il mio peso nel trascinarmi in giro per il mondo!
    In india e al ritorno persi 13 chili in poco tempo!
    Eppure...eppure c'è ancora chi va per sentirsi meglio! :((
    Ciao Gio :) ...io sono stanca, faccio un 'immensa fatica a vivere! Scusami!
    baciotto! :)

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    1. Bravissima Sara! Hai dimostrato coraggio e soprattutto un gran cuore.
      Ti abbraccio

      Gio

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