Sunday, 21 October 2012

Roberto Maroni e' un deficiente

Poi scrivero' qualcosa di personale, ma questa davvero non posso non buttarla li.



Avrete sentito del 'caso Tizzoni', un amministratore locale che, avvicinato da un insospettabile affiliato della 'ndrangheta, rifiuto' in modo netto, perentorio, inequivocabile, va detto a suo decoro, di inquinare la propria elezione appoggiandosi a bacini di elettorali avulsi dal meccanismo proprio della democrazia rappresentativa.

Tizzoni, immediatamente fatto oggetto di attenzione dai media nazionali, in piu' di un'occasione ha ammesso di non aver dato troppo peso alla vicenda, e di non essersi accorto di avere a che fare con un emissario, una pedina della malavita.

Personalmente, avendolo visto in faccia, credo alla versione di Tizzoni, che mi pare un uomo onesto e trasparente, anche se un po' ingenuo.

...


Riassumendo: Tizzoni e' un uomo onesto che pero' ha dato dimostrazione di non essersi saputo rendere conto di essere lambito da infiltrazioni mafiose.

Non se ne rese conto, e nulla lascia presagire che in futuro sarebbe in grado di fare altrimenti: l'astuzia sottile delle 'ndrine, elaborata da menti raffinate capaci di movimentare migliaia di voti e amministrare centinaia di milioni di euro, supera la sua capacita' di discriminazione, grossolana, tra 'bene' e 'male': come ha avuto modo di dire, la sua impressione era di avere a che fare con 'gente poco seria', o qualcosa di simile, non con la temibile piovra calabrese.

Perfetto: nessuno e' tenuto a priori a saper tener testa alla 'ndrangheta, alla camorra, a cosa nostra.

Non tutti sono 'Caselli', 'Falcone', 'Borsellino' o 'Bocassini', ovvero nemici giurati di questa o quella associazione mafiosa.

Perfetto.

Penso che si possa concludere senza timor di smentita, e con la convinzione di non ledere il buon nome di alcuno, che Tizzoni e' il meno adatto a guidare e organizzare i meccanismi di difesa che sono supposti respingere, arginare, individuare ed espellere gli ascessi malavitosi nella cosa pubblica.

Perfino nel momento piu' alto della sua opera politica si e' dimostrato inadatto a svolgere questa mansione.

Bene: Roberto Maroni, brillantissimo ex ministro degli interni, attuale segretario della Lega Nord, secondo voi chi propone come figura centrale di presidio in opposizione alle infiltrazioni mafiose in Regione Lombardia?

A voi il piacere di scoprirlo.

La mia impressione e' che qui si sia del tutto impreparati a fronteggiare un nemico articolato, complesso e capillare quale e' la criminalita' organizzata.

Mentre si radunano comitive chiassose in riva alle sorgenti del Dio Po, mentre si fottono ragazzine al Bunga Bunga, mentre si inneggia allo sciopero fiscale o ci si esercita nella pratica, virile, del saluto romano, altrove i reggenti ed i rampolli delle famiglie mafiose stringono accordi internazionali coi leader dei cartelli della droga messicani, con i padrini delle cosche nord America, con gli alti rappresentanti delle Triadi, lasciando il piu' a lungo possibile in uno stato dormiente i loro sicari, limitando al minimo episodi chiassosi di non necessaria intimidazione.

E' nel torpore che prospera la malavita, la quale sfodera i propri artigli solo in guerra o quando le condizioni dello stato sono di definitiva sottomissione.

Cosi' la replica al nord di una Scampia o della Locride non sono che un segmento ancora in divenire di una penetrazione che e' gia'avviata, che gia' ha varcato l'ingresso dei palazzi del potere.

Sono affabili, e vestono guanti bianchi, gli ambasciatori delle cosche.

Sono dottori, avvocati, notai, guidano auto di grossa cilindrata e mandano bigliettini di auguri, invitano a rinfreschi e vacanze spesate, finanziano seminari e celebrazioni di vario genere.

E in seconda linea, gelosi dell'accento che li lega alla loro terra, di pelle scura che rimanda ad una diversa etnia, di certi cognomi troppo ingombranti per non essere invisi agli ingenui di cui sopra, i capi sanguinari e burattiani sono gia' in attesa di divenire padroni assoluti, indiscussi, manipolatori perfino del modo di pensare di cio' che sara' loro.


(PS: un giorno dovremo anche pur parlare dell'emergenza corruzione, che 'sorprendentemente' e' una delle grandi questioni nazionali: dopo anni di PORCATE, sparate sui giudici comunisti, leggi tutte a favore della corruzione e a detrimento della trasparenza, 'oh che strano', scopriamo che i politici rubano a man bassa. Grazie sempre, Silvio Berlusconi. Grazie di tutto, maiale DOC che non sei altro).

5 comments:

  1. Analisi encomiabile.
    Ma incorri, a mio avviso, nell'errore di tutti che è quello di ritenere che mafia e stato siano due entità diverse che fanno affari di tanto in tanto e che a volte si combattono con alterni esiti tra loro. Invece sono la medesima cosa, coincidono e quindi non c'è alcuna lotta tra le due parti. I soggetti di cui parli (Tizzoni, Maroni etc.) sono solo inconsapevoli pedine di un gioco in cui sono chiamati a recitare un ruolo per mettere in scena la monotona rappresentazione quotidiana. Le brigate rosse e nere sono state solo un diversivo dello stato. Episodi di distrazione di massa. Per tenere impegnati gli umanoidi oltre al calcio alla politica alla religione alla stampa al sesso ...
    Ciao

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  2. Devo dirti Gianni che concordo in parte con te.

    Le dichiarazione di Liggio al maxi processo circa ilGolpe Borghese, le titubanze, i ripensamenti di Cutolo e il pentimento ... dimostrano l'esistenza di una fitta trama sotterranea tra questi due enti, che pero' io non riesco a sovrapporre interamente.

    Ciao e grazie mille!

    Gio

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  3. e "noi" che l'abbiamo votato? :(((
    buon inizio settimana!

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    1. Nulla di grave! Speriamo si renda conto della sua grave ingenuita' Ciao Sara!

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  4. ho dimenticato!
    Bacio!

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