Friday, 5 October 2012

Riflessioni indotte

I sogni non si riducono a combinazioni incomprensibili di personaggi e situazioni incontrati nelle ore di veglia, ne' ad elaborazioni fantasiose di ricordi lontani, ne' ad avvenimenti che sfuggono alla logica umana e alle leggi della natura: i piu' sottili anzi interrogano, spesso con perspicacia notevole, il reale, esplorando cio' che noi stessi decidiamo di non violare, di non infrangere e neppure di considerare.
Nel sogno di ieri notte ancora una volta eravamo io e te.

Tutto era perfetto: perfino le insicurezze, le fragilita' che intuisco in te e quelle che so mie non erano che incastri, mezzi utili a saldare la vicinanza delle nostre anime.

E tuttavia nel sogno io osavo andare oltre l'affinita' elettiva, l'affetto amicale.
Cercavo quell'intimita' che solo il sesso sa dare, e la sua sublimazione piu' ineffabile ed incomprensibile, ovvero un piacere che essendo condiviso e' sacro.

Non era violento il mio approccio carnale, era solo esplicito, insistente, sicuramente eversivo, e non ridotto a sciocca provocazione verbale.

La tua reazione, sorpresa, fastidio, ribellione, mi ha gelato il sangue, ed e' valsa piu' di ogni ragionamento circa le rispettive situazioni personali e le mie inespresse ma ovvie attitudini poliamorose a deprimermi.

Mi sono maledetto, e ancora una volta stanco e triste, mi sono destato dal sogno di te.

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