Wednesday, 3 October 2012

Riassunto

Non intendo certamente pronunciare un discorso generale, me ne guardo bene, e in quel che segue faro' di tutto per circoscrivere il ragionamento ad un caso specifico, il mio.
La memoria che cerca di correre, rapida, dai ricordi dell'adolescenza a quelli piu' recenti, zoppica, incespica, arranca.


Neppure i vent'anni che sono passati da quella mattina in cui mi confessai a Silvia sono remoti abbastanza da essermi indifferenti.
Non mi riferisco solamente al dolore, atroce, del rifiuto, ma perfino al disagio, tutto femminile, di lei, che si trovo' senza preavviso a doversi disfare di uno sgorbio deforme e imbarazzante.
Da quella volta, e cosi' per sempre, ogni occasione e' stata d'umiliazione, amara se di sconfitta se era un altro ad essere scelto, malinconica se calco della malattia che sono, per me, e fastidio, impiccio, incomodo ... forse perfino seccatura per lei.

Per ognuna delle 'lei' cui mi sia avvicinato e per quel 'me costante' che sono stato, si e' ripetuto questo canovaccio.

Componevo pensieri dolci, i piu' teneri che potessi, e non erano che melliflui, appiccicosi, zuccherosi tentacoli.

Ho sottoposto le creature che amavo ad un'inutile, evidentemente inutile, obbligo di sincerita', di rudezza quindi, e me stesso a sofferenze atroci, ridicole solo agli occhi di chi non e' stato innamorato respinto, sciocche per chi, oggi sono io stesso, consiglia pratiche elusive al primo campanello d'allarme.

E' proprio l'appesantirsi del fardello della malattia ad aiutarmi in tal senso, ad evitare cioe' le occasioni di infezione.

La stanchezza che ogni giorno mi sfianca limita le mie uscite a poche faccende lavorative o burocratiche, adombrando il fascino delle donne, che siano quasi tutte troie mi pare evidente, ma che sia sacrosanto che possano esserlo quanto vogliano sembra sia chiaro solo a me, che pure d'istinto ancora mi allettano.

Le donne devono poter essere troie, ed il fatto che non lo siano con me, questo mi mette al riparo da certe degenerazioni e priva di un numero infinito di divertimenti, non sporca questa definizione alternativa e vibrante della liberta' di connotazioni d'iniquizia,

Nel breve tragitto dalla fermata del bus a casa mia, nel mercatino all'angolo, ogni giorno ne vedo di meravigliose.

Ieri ho seguito con lo sguardo, volteggiando su me stesso come un ballerino, una fanciulla in bicicletta, una figurina leggiadra e un po' goffa cui sarebbe stato sufficiente un sorriso per farmi suo.

Per me, per lei ... e per chiunque con noi abbia a che fare, e' conveniente ch'io di fronte a quello sguardo non sia mai.

Non diro' mai piu' 'ti amo' ad una donna, soprattutto  non mi abbandonero' mai piu' a quella spirale che dal lontano, il primo interesse comune, un'intuizione, converge verso un centro per me solo d'ossessione.

Qui finisce, saggiamente obtorto collo.

2 comments:

  1. Non facciamoci più coinvolgere in amori malsani! :))
    Io per prima! :(
    un bacio! :)

    ReplyDelete
  2. E' triste questa ragione :-)

    ReplyDelete