Sunday, 14 October 2012

E poi?

Non credo esista nessuna figura sensale tra questo e l'altro mondo, e ritengo non sia che una tra le piu' crudeli forme di accanimento l'appellarsi ai 'mediatori dell'invisibile' (figura evocata nelle 'Memorie di Adriano') per colmare il divario tra i vivi e i morti, e sorrido se penso all'eredita' affettuosa di  Houdini, uno smascheratore di ciarlatani, un professionista della ragione, che sentendo la morte avvicinarsi promise che avrebbe provato in ogni modo a sfuggire alla sua presa, a quella morsa dalla quale nessuno e' mai riuscito a liberarsi.*


L'altro mondo d'altro canto non e' che la terra scura nella quale si calano i cadaveri perche' vi appassiscano, o l'acque gelide dell'oceano dove si disperdono le ceneri dei defunti, e nella sorte di infinita trasformazione che spetta i nostri corpi io associo non tanto vaghe speranze o ottusi fraintendimenti di immortalita', memore della celebre massima di Lavoisier, quanto piuttosto la convinzione che cio' che siamo sia ulteriore alla semplice somma algebrica degli atomi che ci compongono.

Non cercare in quest'affermazione un riferimento all'anima, o ad un altro concetto che trascenda il piano della nostra esistenza: il sentire che noi siamo e' nella combinazione particolarissima, una tra le infinite possibili della materia inerte che ci costituisce, e non correro' il rischio di cadere in uno degli errori tipici di certa filosofia antecedente a Cartesio, non saro' soggetto cioe' ad un modo di pensare che per un accenno di induzione sentenzia in assoluto, estendendo un po' alla buona il particolare all'universale, che in questo caso si esprime nell'escludere che dall'inerte si possa modellare il cosciente.

Intendo disperdere l'opacita' che avvolgere questi pensieri, che non e' certamente lo sciocco malanno degli ultimi giorni ad avermi ispirato.

L'incombere della morte su ogni essere umano non mi spaventa eccessivamente: sono disposto a rinunciare senza traumi o piagnistei all'immortalita', e giungo anzi a temerne, perfino nella mia condizione attuale, la natura omogenea, la noia che porta in se'.

Non mi meraviglierebbe scoprire un mondo di suicidi in una societa' ipotetica nella quale i progressi della medicina e della tecnica perpetuino per secoli la primavera della giovinezza.

Alla decisione di togliersi la vita concorrerebbero egualmente la superficialita' asfissiante della turba degli adiacenti, strilloni, insopportabili adolescentucoli eternamente gaudenti, e l'amara scoperta, ineludibile a lungo, dell'inutilita' dell'esistenza, dei limiti e delle screziature che macchiano perfino noi stessi e chi amiamo, ed il peso insostenibile del replicare indefinitivamente ruoli ipocriti, e indossare logore maschere.

4 comments:

  1. Io però l'ho sempre detto che sei una persona splendida, concedimi almeno il merito di averlo capito prima di tanti!...Eh! :-)
    posso copiare??
    Un baciotto!

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  2. Ma non lo merito :D

    Copia pure Sara, non preoccuparti :-)
    Spero solo di scrivere qualcosa di allegro presto!

    Gio

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  3. Certo che si! Ti voglio bene, ma davvero sai! :)
    Stai un pochino meglio?
    Io ....oggi, nel tardo pomeriggio non avevo più energia,respiravo male,poi dolori alla testa! ...poi è passato per fortuna..solo fortuna!!
    Buona notte Gio!

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  4. Io sto abbastanza bene ora, grazie di cuore!

    Bella cosa la fortuna, no?

    Buonanotte a te, Sara!

    Gio

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