Sunday, 16 September 2012

Un'intuizione

La lunga scalinata, seguendo una spirale che si ripete parallela a se' stessa nel perimetro curvo della parete, nel bordo della pittura di decorazione, nel corrimano e nella sagoma dei gradini, sale ripida fino al terzo e ultimo piano.

 Un lucernario, una cupola a base ottagonale, lascia lassu' spiovere dall'alto la luce del sole.

Cosi' il buio nel quale mi avventuro ai primi gradini sfuma man mano che m'avvicino alla soglia di casa mia.

Li mi attende un bagno di luce, che alleggerisce ogni volta la fatica della salita.

Li i volumi, dell'ombrelliera, della credenza del dirimpettaio, dello stesso pianerottolo, occupano piu' convintamente, e per intero lo spazio nel quale sono inseriti.

Presto arrivera' l'inverno.

Gia' l'annunciano il freddo della notte, i cappotti, le prime sciarpe dei miei concittadini.

Stanotte mi sorride un'intuizione.

Paragono la normalita' della mia solitudine, non mi sorprende piu', e sempre meno ne sento il peso, all'autunno perpetuo di questa terra, che non conosce mai l'ardore dell'estate, ma nemmeno patisce eccessivamente il gelo dell'inverno.

Non e' morte questa in cui mi ritrovo.
E' anzi un'occasione formidabile di avvicinamento, ricerca, conoscenza e forse perfino intimita'.

Liberato da ossessioni, se non le piu' triviali, facilmente riducibili a passaggio intermedio di processi fisiologici, non ho smarrito la mia vitalita'.

Una voce inattesa, e che tuttavia e' da subito riconoscibile, oggi me ne ha dato conferma.

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