Tuesday, 25 September 2012

Sei un pazzo Gio!

Qui e' gia' arrivato il freddo, te l'ho detto.

Ti consiglio cappotti, sciarpe, guanti e biancheria intima ultra sexy, che' quella non fa mai male, oppure, se non c'e' spazio in valigia, maledetta politica Easy-jet sul bagaglio a mano, il nudo integrale.

Stamattina con Carol, una ragazzotta mezza vichinga che si paga gli studi lavorando al bar, e che in piu' di un'occasione ho coinvolto nei miei delirii sulla bellezza della natura e l'asprezza della brughiera, cosi' povera di alberi,  ci siamo persi a discutere di quanto sia triste scoprire al mattino i vialetti e i marciapiedi verdi per le tante foglie cadute, e quale dolore si provi nel meditare immobili di fronte ad un tronco spezzato dal vento!
Tra qualche giorno avro' l'onore, ma soprattutto il piacere, di ospitare due ambitissime creaturine in casa mia, due golosone per le quali sto riempendo la dispensa dei prosciutti, dei dolci e dei formaggi migliori, ed ero dunque da un po' preoccupato dal gelo di certi ambienti dell'appartamento, ed insospettito dal fatto che li fischiasse piu' spaventoso il vento la notte!

Beh, al tanto presuntuoso Dr. Gio c'e' voluto all'incirca una settimana di sospetto e dubbio per capire che, semplicemente, alcune delle finestre erano lievemente aperte: la parte superiore, un poco scivolata in giu' dal suo alloggio, lasciava entrare l'aria gelida e gli spifferi assassini, da una fessura troppo in alto perche' la potessi vedere, ma larga abbastanza perche' ne sentissi l'alito raggelante nelle ossa.

Adesso sembra ristabilita' la normalita', anche se temo, ahime', che il problema si ripetera': il babbo, nella sua opera misericordiosa di assistenza all'infermo, cioe' quel suo figlio deboluccio che sono io, ha usato abbondante lubrificante perche' fossero leggere le finestre ad aprirsi, ma questo sembra essere un maledetto effetto collaterale imprevisto ... sicche' temo che con il passare di poche ore torneranno ad aprirsi quelle fessure.

Chiedero' aiuto ad una donna con due palle cosi' per un consulto, e di sicuro sistemeremo la faccenda.

I giorni passeranno lentamente questa volta, lo giuro!
A scandirli saranno le chiacchiere, le risate, gli scherzi ai quali non risparmiero' nessuno, nemmeno me stesso, e le invenzioni, i trabocchetti per coccolarti e pronunciare il mio affetto.

Sapro' anche tacere, intendo impormelo, e delle mie amiche ascoltero' le parole, le chiacchiere e le confessioni, come fiabe  dimenticate di vita, come vicende di rapporti umani che da anni non conosco, che non ho mai conosciuto.

Di queste donne che la fortuna mi ha fatto incontrare catturero' la dimensione piu' franca, rilassata e sincera, e saranno, e sarete, la mia famiglia.

Questa e' l'amicizia per me.
Non ne conosco un'altra forma.

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