Monday, 17 September 2012

Ricordi

Non mi interesso quasi mai alla mia morte, e fondamentalmente perche' la penso in proposito all'incirca come Epicuro:


Tὸ φρικωδέστατον οὖν τῶν κακῶν ὁ θάνατος οὐθὲν πρὸς ἡμᾶς, ἐπειδήεπερ ὅταν μὲν ἡμεῖς ὦμεν, ὁ θάνατος oὐ πάρεστιν, ὅταν δὲ ὁ θάνατος παρῇ, τόθ' ἡμεῖς οὐκ ἐσμέν.
Il male, dunque, che più ci spaventa, la morte, non è nulla per noi, perché quando ci siamo noi non c'è lei, e quando c'è lei non ci siamo più noi.

C'e' qualcosa di piu' grave, in questa constatazione, che non la gretta convenienza dell'egoismo, sempre aureo, di Orazio.

Il piu' opportunista, e tuttavia saggio, tra i poeti scelse una condotta di vita che lo mise al riparo dai turbamenti delle passioni, dalle incertezze associate ad ogni eccesso.

Si tenne, ne sono convinto, a debita distanza dall'ipocrisia che offese la memoria di Seneca, ma non per eroismo, bensi' fondamentalmente per una ragione squisitamente pratica: non dimentico' mai, l'ozioso osservatore dei peccati del mondo, il valore inestimabile della leggerezza di spirito.

Il filosofo, quello vero, non sceglie: si limita a scandagliare senza artifici se non quelli della propria mente, nessuna e' capace di vera oggettivita' non appena si esuli dallo studio delle piu' semplici leggi fisiche o logiche, la propria visione del reale.

Non decide di adeguarsi alla piu' benigna tra le proprie congetture, ma si piega al peso di una sola tra esse, la piu' permeabile al vero tra tutte.

Epicuro era un idiota, e da questo giudizio non posso sottrare neppure me stesso, non le pensi anche tu, Sara?

...

La morte di Martini ha portato alle lacrime un vecchio prete che amo, uno di quegli uomini saggi la cui sola esistenza gia' ha funzione effettiva di sostegno, di pungolo morale, di serenita' e sostanza.

Ci sono individui la cui duttilita' e ampiezza rimargina le nostre ferite ancora aperte, e ricompone certe asprezze intrinseche.

(come vedi, Silvia, questo e' uno dei miei tanti discorsi che rivolgo all'idea di te che mi frulla qui dentro ...).

...

Ricordo una piazza gremita dei miei compaesani, in festa per la visita pastorale di Martini, ed emergere chissa' da dove, tra quella gente in giubilo, la figura immensa di mio padre.

Per lui, che non frequentava mai la Chiesa, che non si vedeva mai in Piazza, e che bene o male tutti conoscevano in paese in virtu' della sua professione, cui si dedicava intemerato da tanti anni, s'apri' quella folla adorante e forse intimorita, e cosi', come  seguendo una geodesica, quel baffuto mangiapreti si trovo' a tu per tu con Martini, quell'animaccia buona ma non certo pia, generosissima ma accidentata, si trovo' a parlare per qualche minuto con il Cardinale.

Da qualche parte, nella casa di uno di quei fedeli, c'e' forse ancora la videocassetta che riprese quella scena, che e' tra le piu' commoventi cui abbia assistito: vi ritrovi l'alfa e l'omega, e dunque quel cosmo i cui limiti, dopotutto, costituiscono la nostra idea del divino, non certo del tutto.

Tu che ne dici, mia adorata Chiara?

Sono una bestia, vero?

Silvia, Sara, Chiara ... e stanotte ho sognato di tenere tra le braccia Isabella, e ieri parlato con Ann, e scritto a Alice, e mandato un bacio alla mia Sarah bella, bellissima, e immaginato al mio fianco un corpo qualsiasi, anche senza nome ...

E amo Elena, e mi riempe il cuore saperla felice, anche se con un altro uomo, che per me e' davvero quello giusto!

Viva i due di picche che ho collezionato, viva gli insulti che mi hanno convinto di essere innocuo: sono l'uniche certezze che mi assolvono dal voler bene, dal coinvolgere nelle mie costruzioni, dal giocare teneramente con voi.

2 comments:

  1. Epicuro non teneva conto di altri aspetti che comunque contano. Almeno per me. Il resto te lo dico altrove perchè di fronte alle cose davvero serie e che mi stanno a cuore io divento timida. Notte Gio :-)

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  2. Eppure quando ci "diamo il cambio", noi e la morte, c'è un piccolo momento (che può essere anche molto lungo a pensarci) in cui ci si incontra. E il dolore sta tutto là.

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