Thursday, 20 September 2012

Penetrazione infinita

Stanotte ho fatto un sogno infinitamente erotico.

Sono felice d'essere riuscito a immaginare qualcosa di cosi' esplicito eppure articolato: mi illudo di non aver ancora esaurito la vitalita' di cui sento disperdersi via, in ogni giorno d'astinenza, le risorse preziosissime.

Di questo sogno osceno parlo con tutta la sincerita' che mi permette la memoria, e con la coscienza tranquilla: ho gia' confessato talmente spesso dei miei desideri carnali, dei miei istinti sessuali, che sommarli qui tutti assieme non aggravera' il peso delle mie perversioni.



Mi ritrovo nel centro di una delle citta' in cui ho vissuto, davanti a quello che so, nella dimensione onirica, essere un bordello.

In qualche modo sono convinto che quell'ambiente proibito e magnetico non sia pero' una semplice macelleria, con pezzi di carne ben in mostra per clienti avidi e frettolosi, ma qualcosa di piu' complesso, qualcosa a meta' strada tra un casino ed un teatro.

Anche se non vi sono mai stato, intendo nel sogno visto che nulla di simile esiste in realta', ne ho come memoria: e sono allora stanze tra loro separate da lunghi tendaggi a dividere un palco immenso nel quale, simultaneamente, prendono vita diverse esperienze erotiche e avventurose.

Il cliente, intervenendo come da improvvisatore, puo' diventare, ad un prezzo da pagarsi dopo la consumazione di un rapporto sessuale, e che dipendera' dalla propria capacita' di costruire una vicenda, parte di giochi erotici sofisticati ma anche scene semplicemente pornografiche.

Varco l'ingresso senza curarmi di nulla, non degli sguardi dei passanti, non di quelli dell'ordine etico cui pure sottosto.

Con sorpresa, invece che corpi nudi e intimita', scopro d'avere a che fare con una formalita' quasi austera: non vacilla la mia certezza circa il nucleo di quell'edificio, ma so che per raggiungerlo, per raggiungere una fica tra le fiche, dovro' superare illusioni, tentazioni, prove di qualche genere.

Vago per ambienti anonimi, grandi saloni, e sono ingolfato in code sterminate e attese sfiancanti.

Sto per rinunciare quando, finalmente, un'insegna luminosa mi indica la direzione da seguire per raggiungere le calde atmosfere di cui so di aver bisogno.

Ancora una volta pero' sono deluso da cio' che mi attende: donne di una certa eta', quasi tutte di colore, girano mezze nude, offrendo corpi sgraziati e sorrisi volgari a me e gli altri vagabondi.

Nauseato da tanta bruttezza, sto per tornare sui miei passi, quando vedo venirmi in contro una ragazza bionda, dallo sguardo gentile e generoso.

Benche' caucasica, la sua pelle e' quasi dorata, e i suoi modi insistono ad attribuirvi tratti quasi angelici.

Indossa un maglione di lana, decorato con motivetti geometrici, uno di quei capi quasi grezzi e che pizzicano che t'aspetti di trovare nell'armadio di una baita alpina.

Sotto, porta un paio di jeans aderenti, simili a quelli che ## aveva addosso quel giorno in cui ci siamo incontrati.

Contrariamente a quanto impone la decenza, io sto camminando con la patta dei pantaloni aperta, e il pene, in piena erezione, sballonzola a mezz'aria.

La ragazza, in silenzio, si avvicina.
Lo prende in mano, incuriosita piu' che vogliosa.
Non un attimo svanisce la luce del suo sorriso, nemmeno mentre stringendolo accenna a masturbarmi, che poi e' un conoscersi meglio in certe situazioni, no?

Con un gesto soave e semplice, si libera di quella pezza di lana, e scopre un corpo minuto, quasi fragile, e un seno prospero e dolcissimo.

Il suo corpo e' miele, ed il viso mi ricorda quello di una donna che ho incontrato tanto tempo fa, e alla quale ho creduto di poter voler bene, prima che le circostanze ci dividessero per sempre: lei tornata, con il ragazzo che non amava, nel suo paese del nord, io ... beh, io da tutt'altra parte.

Si impossessa di me il desiderio di fare l'amore con lei.

So che e' una prostituta, e nonostante questo quando mi chiede se lo voglia fare senza preservativo, una proposta che in ogni caso reale mi farebbe venire i brividi e convincerebbe ad andarmen su due piedi, accetto, aggiungendo che dopotutto non ho mai avuto rapporti non protetti, e che dunque non corre alcun pericolo.

'Neppure io' aggiunge lei.
Crederle non mi pare difficile.

Iniziamo ancora una volta come da sempre sogno: si piega in avanti, sulle ginocchia, e mi lascia li, con il cazzo in fuori gia' durissimo, a contemplare il suo culetto perfetto.

Non posso non baciare quelle carni dorate, umettate lievemente del suo sudore di dea.

Mi rimetto in posizione, con il cazzo pulsante che pretende attenzioni.
Lo aggiusto con la mano, perche' sia all'altezza opportuna, e piegarlo un poco accresce l'intensita di un'erezione gia' poderosa.

Il contatto, il primo contatto, e' sublime, come non puo' che essere.

Sempre accompagnandomi con la mano, la penetro lentamente, attento a godermi ogni frazione di quell'istante che vorrei non finisse mai.

Io non lo so cosa significa il sesso, per una donna.

Per un uomo, o per me almeno, il momento della penetrazione, della prima, e' la realizzazione di un compimento: i sensi, tenuti a bada troppo a lungo, li finalmente non hanno inibizioni, limiti.

Riempirti la fica mi da la stessa soddisfazione del perfezionamento, della conclusione di un lungo lavoro: ti ho fatto la corte, ti ho pagato, ti ho ingannato, e adesso, mettendotelo dentro, siamo finalmente quell'unita' che gia' dal primo istante avremmo dovuto essere.

Amante e amata, puttana e cliente, troietta e bugiardo ... tutto si conforma nell'attimo della penetrazione.
Li perdiamo identita', e non siamo che corpi che si dimenano e godono.

Nel sogno la gioia di entrarti dentro puo' essere infinita.

Non devo mai, per provare di nuovo l'emozione della penetrazione, retrocedere, bestemmiando cosi' la legge, l'istinto che ci vuole uniti.

Nel sogno la penetrazione e' infinita: se guardo in basso, ogni volta vedo di non essere dentro del tutto, mi accorgo che posso insistere ancora un poco, e allora di nuovo spingo, e ancora ti sento gemere di piacere.

Non e' piu' necessario venire, non e' piu' necessario l'orgasmo.

E' un perpetuo inizio, il sesso con te, biondina dalle belle tettone e lo sguardo un po' triste.

Proprio come e' l'amore.

3 comments:

  1. non commento perchè poi magari pensano che sono io! :(
    notte dolcissimo Giò :)
    Ps non ho le tettone! Una 3+ :)

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  2. Non mi permetterei mai Sara!

    Ciao!!!

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  3. Ovviamente scherzo!
    buona giornata Giò

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