Friday, 14 September 2012

Il mio amore e' osceno

Quello che sto per confessarti e' osceno.

Va oltre i miei sogni d'orgia, dove io e te da soli siamo una masnada, e ci moltiplichiamo in ognuna delle figure dell'eros, ed e' piu' scandaloso del desiderio che s'impossessa di me ogni volta che mi intrufolo sotto una gonna, anche se solo con il pensiero, o scivolo tra seni giusto intravisti, calandomi in un solco appena accennato tra masse morbide e profumate.
A volte ho l'impressione che con te sarebbe davvero un'orgia.

A volte ho l'impressione che tu davvero racchiuda in te quella moltitudine di caratteri, contraddizioni, atteggiamenti che definiscono la mia idea di femminilita'.

Con te forse, chi lo sa, mi ritroverei ad amare una sola donna senza dover rinunciare ad adorarne alcuna.

Quando immagino di scoparti, di fare l'amore con te, o semplicemente di giocherellare assieme, non sei quasi mai la stessa.

Lascia che ti spieghi cosa ho in mente.

Il problema di salute che ieri mi ha costretto ad una visita prolungata in pronto soccorso e' stato davvero banale.

Non si e' trattato di nulla di piu' che l'accanirsi di frequenti episodi di epistassi, particolarmente violenti e non trascurabili solo poiche' di mio ho problemi di coagulazione, e soprattutto per la natura improvvisa ed incontrollabile di questi eventi.

Cio' che mi ha convinto, forse obbligato, a cercare un rimedio mi e' capitato ieri pomeriggio, all'Universita'.

Gia' da qualche giorno andava avanti questa noiosa faccenda, ed in effetti in un paio di occasioni, a casa, mi ero visto costretto a pulire autentiche 'scene da crimine', con lavandini, tavoli, pavimenti macchiati di sangue.

Goccioloni di sangue, sfuggiti alla porosita' dei fazzolettini o alla mia prontezza di riflessi, hanno tinto il parquet della camera da letto, la superficie metallica del lavabo in cucina, le piastrelle del bagno, battezzando davvero questo nuovo appartamento, che cosi' gia' mi conosce meglio di tanti luoghi dove ho vissuto a lungo.

L'ansia era aumentata, appesantita dall'imprevedibilita' di queste crisi, e dal fatto che oggi avrei dovuto tenere un talk ad una conferenza.

L'idea di zampillare come una fontana davanti ad una platea di esperti con i quali vorremmo lavorare su un progetto importante, credimi, non concorreva alla mia tranquillita', tanto piu' che tento in ogni modo di contenere le manifestazioni del mio male, e gia' mi tendono come la corda di un violino le preoccupazioni circa la salute di colleghi, superiori, ospiti qualsiasi.

Ogni qual volta il professore per il quale lavoro, un uomo in gamba, solare e gentile, mi chiede come mi senta, tanto piu' se leggo una certa apprensione nei gesti, nel tono della voce, gia' mi vedo spacciato, scoperto, allontanato, e per giusta causa.

Cosi' ho deciso da tempo: fin quando non crollero', dovro' fare finta di niente.

Ecco allora che ieri, le difficolta' effettive al lavoro, i continui sanguinamenti mi hanno impedito di preparare un talk all'altezza, e i timori per un eventuale crisi durante l'esposizione sono stati sufficienti ad avvilirmi, a deprimermi un poco.

Ero in bagno, avevo appena finito di abbassarmi i pantaloni, quando un fiotto di sangue, uno zampillo rosso vivo, sgorgando d'un tratto dal mio naso, ha lordato il cesso, la ceramica, l'asse ed il pavimento.

Una fontana, credimi: ero una fontana, e per una volta questo mi capitava in un luogo pubblico, lontano dall'intimita', dalla sicurezza offerte da casa mia, dove un letto sul quale sdraiarsi avrebbe accellerato la coagulazione, e le preoccupazioni igieniche non m'avrebbero distratto.

Senza farmi prendere dal panico ho cercato di tamponare il prima possibile, ma dovevo poi pur tirar su le braghe, e pulire quello schifo che avevo combinato ... e cosi' fazzolettini gia' intrisi di sangue s'accumulavano, e coaguli rossastri coloravano le mani pallide, frenetiche nel tentativo di accellerare i tempi, e giu' per la gola finiva inghiottito l'amaro liquido.

Poi ti diro' come e' andata a finire, la piccola Odissea che ho vissuto, ma adesso fermati qui.

Sto per dirti di una perversione insopportabile, di una visione che ho avuta, e nella quale tu sei il mio amore.

Stavamo scopando.

Anzi, per una volta ero io che ti stavo scopando.
Tu eri piu' che silenziosa, tu eri muta e quasi remissiva, e piegata sulla ginocchia e sui gomiti.
Io ti fottevo da dietro.
Avevi il capo chino, e questo non guardare verso lo stesso punto, oltre al silenzio, ci allontanava, ma tanto quanto i colpi di reni, la foga della penetrazione, d'altra parte ci teneva uniti.

Stavamo esplorando una delle infinite possibilita' di intesa e comunicazione che sono alla nostra portata, amore mio.

Ecco, ho pensato che quel sangue, quello spruzzo che descriveva una parabola quasi perfetta per poi morire su un cesso, avrebbe dipinto la tua pelle opalescente e purissima.
Macchioline coagulate avrebbero sfumato tra il rosso e il rosato, scie appena visibili avrebbero seguito le geodesiche della tua schiena, del tuo culo.

Poi ti saresti girata.

Avrei sanguinato anche sui tuoi seni, e a quel liquido rosso avrei mischiato infine lo sperma denso.

Tutta la mia vitalita' ti sarebbe stata addosso.
Ti avrei vestito di me, e quello sarebbe stato un contatto effimero ma intimo, e avrebbe avuto un odore intenso, un sapore amaro che avrebbe rincorso la tua malinconia, l'avrebbe presa per mano, coccolata, consolata un poco.

Immobile, un po' triste o forse concentrata, compunta o invece gaudente di una nuova forma d'unione, mi avresti guardato, ed ogni cellula del tuo corpo ancora scosso dai fremiti dell'orgasmo m'avrebbe interrogato, messo di fronte alla responsabilita' dell'essere il tuo uomo, colui che deve amarti, adorarti, vivere per te.

Una volta di piu' non avrei saputo leggere l'infinito che sei.

Cosi' e'.
E cosi' mi accontento di amarti.

7 comments:

  1. Epperò ti accontenti di poco! :-)
    sono tornata!
    Buona domenica Giò
    Bacio!
    Ps tutto bene?

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    1. Abbastanza cara Sara.
      Ancora qualche problemino, ma di lievissima entita'.
      Tu?
      Bentornata.

      Gio

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    2. abbastanza bene, grazie!
      bacio

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  2. Vivo, tu sei meravigliosamente vivo!
    Un bacio pieno d'amore a te.

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    1. Vivo affacciato ad una finestra, ed e' vita questa, ne sono sicuro.
      Ne scrivo oggi pomeriggio, per ora prenditi solo il mio ringraziamento.

      Gio

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  3. per ora guarda Gio...la tua finestra è immensa!

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    1. :-) Grazie Sara per questi incoraggiamenti!

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