Saturday, 4 August 2012

Spettri nella bruma

Oggi, se non avessi freddo, avrei questo da raccontarti: un sogno erotico particolarmente  bizzarro ed infinitamente sensuale, la bellezza di una bimba che, riconoscendo dal finestrino dell'autobus il suo papa' tra la folla, cinguetta un irresistibile 'daddy!', e poi una camminata per le vie assolate della citta', e l'improvviso dilagare della bruma, che mi ha circondato mentre passeggiavo in un boschetto di pini silvestri.

Potrei dirti del piacere di abbottonare, lentamente, ai primi fischi di vento, il soprabito, infilarmi i guanti, stringere al collo la sciarpa, sistemarmi il cappello e continuare a godere di una bella passeggiata.

Il pallido velo della nebbiolina era lo sfondo perfetto per l'arancione vivo delle calendule, il violetto tenue delle campanule, per la mia stessa figura.

Il buran, che soffiandomi contro, sagomava alla perfezione la mia forma, era un indumento ulteriore, il piu' elegante e difficile da portare.

L'umidita', brividi di freddo appena accennati, l'odore di brace di un paio di barbecue, erano elementi che estrapolati dal contesto evocavano ricordi d'inverno, di lunghe ore passate a sognare davanti ad un caminetto, di un passato che e' gia' remoto, e dal quale un nulla ingombrante mi divide.

Attorno, i turisti, che si erano lasciati ingannare dalla bella mattinata, erano una calca in fuga, da pantaloni corti avvolti in asciugamani di fortuna, ciabatte perse per strada, verso le auto.

Perdendoli di vista, inghiottiti dalla distanza, non mi parevano altro che spettri nella bruma.

Una pozzanghera, scavata nella fanghiglia dalle recenti piogge, solleticata dal vento sbuffava una scia di goccioline di condensa.

Mi sono fermato a guardarla.

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