Thursday, 16 August 2012

Pensieri

Una ragazza obesa, la cui giovane eta' non credo metta al sicuro da fastidi che solitamente aggrediscono solo con l'approssimarsi della vecchiaia o il suo insediarsi invadente tra le pieghe della pelle o tra le crepe infinitesimali dell'ossa, la fatica, le difficolta' nello svolgere funzioni elementari, la vergogna, siede ogni giorno per ore in uno sgabbiotto, dietro il bancone del negozietto di generi alimentari del campus.


Un ventilatore scassato, il ronzio di pallide luci al neon, il brusio, il chiacchiericcio lontano di studenti lazzaroni non possono tenere compagnia, non credi?

Quando il lavoro mi obbliga a lunghe serate di straordinario, mi capita di scendere in bottega, affamato, per recuperare di che cibarmi: allora un tramezzino, della cioccolata, un panino al tonno, e qualche moneta, che le dita scarnificate vanno a pescare dal borsellino, stabiliscono per un istante l'unico punto di contatto e scambio possibile tra due esseri infinitamente diversi tra loro.

Davanti a se', nel piccolo spazio concesso dall'ingrombrante cassa e da una miriade di snacks, tiene a volte il suo portatile.

Se ci cade l'occhio non e' per curiosita', ma per motivi di ottica geometrica.

Quasi sempre sono i colori di Facebook a dipingere quello schermo minuscolo e livido.

Ieri no.

Ieri era una dolce pagina di ebay, o qualcosa di simile.

Stava guardando delle scarpette da ballerina.

Ed io ho sentito nel cuore l'infinito.
Ed ancora una volta era la tristezza a precederlo, ad annunciarne l'immensita'.

Scarpette che non calzeranno mai quei piedi incapaci di librarsi in volo, saranno forse motivo di afflizione o invidia, non lo so, e intuisco che forse dove non arriva la misura, egualmente impedisce il censo.

Sono lontano dall'opulenza delle mie esperienze passate.
Qui vivo il contatto con una poverta' che e' visibile in indumenti logori e malandati, in tagli di capelli che sanno d'incuria e fretta, in dentature sgangherate.

Trovo ragionevole, didascalica una ristrettezza monetaria e sentimentale che educa, dopotutto, a concetti quali rinuncia, limite, attenzione.

E tuttavia negli occhi lucidi di una donna gia' sconfitta che sogna di danzare io non so trovare saggezza e equilibrio, ma solo un dolore insopportabile.

Tornero', ed ancora una volta ti sorridero' come ho sempre fatto.

4 comments:

  1. Magari erano un regalo... per una nipotina che sorridendo e zompettando per la sorpresa dell'inaspettato dono le riempirà il cuore di gioia!

    oggi son positiva ;)

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  2. Questo è immedesimarsi! :) A volte "costa" caro, ma tu.. sempre dolcissimo!
    Un bacio Gio

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