Sunday, 19 August 2012

Le parole non sono tutte uguali

Le parole non sono tutte uguali.

Le filastrocche, le formule collaudate ... quelle non valgono molto, ma se danno forma ad un'idea, se aderiscono ad un ragionamento fino a sorreggerlo e contribuiscono a comunicarlo ... le parole si fondono all'azioni mentali che lo generano fino ad essere a loro equivalenti, e dunque da esso indistinguibili.

L'esempio piu' ovvio di questo concetto l'offre l'indagine della realta'.

Cosi' un trattato di filosofia, o uno studio fisico non fanno che tradurre un infinito mondo ideale o naturale in un sinonimo esatto, e catturarlo, ed addensarlo in un punto perche' la mente possa concepirne l'estensione senza doversi perdere nel rincorrere e ricucire assieme le mille manifestazioni che, per deduzione, ne hanno propiziato il concepimento.

Non c'e' ipocrisia nella scienza esatta.

Questa affermazione, che all'apparenza, se pronunciata da uno studioso, gronda di superbia, non e' che un'enunciazione di miseria infinita, per l'uomo che anticipa ogni altra condizione.

La precede infatti una constatazione, la piu' ovvia: non c'e' calore nel puro ragionamento, come ebbe a dire, con maestria inarrivabile, la mia M. Yourcenar:
Ma queste alte affermazioni c'illuminano senza riscaldarci,
come il chiarore delle stelle; e la notte attorno è ancora più buia.
(M. Yourcenar, Memorie di Adriano)

Ho passato mesi, nella mia vita, modestissima, di ricercatore, a lottare contro i limiti di un algoritmo che non funzionava quanto desideravo, a cercare di capire le ragioni per cui una violazione minima di un'ipotesi stravolgesse la stabilita' di un metodo, ad aspettare con trepidazione i risultati di test numerici.

La severita' del vero, l'incorruttibilita' di un risultato, la consapevolezza dell'errore e dell'inganno associato a casi patologici, abitua la mente del ricercatore a non pretendere che la realta' si adatti alla bellezza di un pensiero, all'eleganza di una soluzione teorica, ne' che la sua fatica o dedizione sia ricambiata necessariamente.

Il rigore, l'incessante analisi di segmenti via via sempre piu'minuscoli, la verifica spasmodica di ogni ipotesi tacitamente assunta, sono atteggiamenti che si finisce per applicare ad ogni aspetto della propria esistenza.

La vita del malato, o dell'infermo, oggi una camminata sotto la pioggia si e' tradotta in dolori acuti nella regione del cingolo scapolare di cui anziche' lamentarmi quasi mi rallegro, cui ha abituato gia' l'infanzia, ha predisposto forse la mia mente ad abbracciare lo studio della natura, ed egualmente mi ha condannato a quella miseria nei rapporti inter personali cui precipitano chi ricusa l'inganno, il raggiro, la strategia.

No comments:

Post a Comment