Sunday, 12 August 2012

Idee sulle idee


 Anche se ormai capita raramente, manipolare equazioni, scomporre operatori lineari, inviduare in una struttura algebrica un'eccezione o una regolarita', ancora mi entusiasma, e seppure con risultati ancora meno incoraggianti, non smetto di esercitarmi nell'analisi dei fenomeni cui l'umanita' si premura di rendermi partecipe.


Non te lo voglio nascondere: in ogni ambito le idee sono pericolose, e le migliori, le piu' levigate dall'esperienza e dal riscontro, come pure le piu' belle, in modo particolare.

Lo studio dei fenomeni naturali, il legame strettissimo tra geometria, topologia, e analisi funzionale con la fisica fa confluire tra questi alcuni risultati di matematica astratta, insegna simultaneamente a credere fermamente nella sensatezza di un'idea, e tuttavia a limitarne l'ambito di validita' entro confini ben definiti.

L'uomo, per la sua attitudine servile e conservatrice  piu' che per dedizione, tende a legarsi ad un'idea assoluta piu' che all'idea di idee fluide, flessibili, circoscritte.

Quando ho confrontato il mio pensiero a quello di dotti, ciarlatani, vagabondi, non necessariamente per umilta' ho cercato di ascoltare e discutere piu' che assimilare o imporre: in ogni caso, soprattutto se affascinato dall'argomentare altrui, mi sono adoperato per far scricchiolare il costrutto teorico, ed evitare di avere una fede cieca e solida.

Pur da una prospettiva radicalmente diversa, ovvero volendo tutelare l'agilita' di una mente ancora giovane e attiva, finisco per riconoscere nella mia titubanza la prudenza di un vecchio scettico e burbero.

Le passioni sfrenate che partoriscono egualmente mostri o capolavori, mi insospettiscono.

A questa considerazione, cui non daro' seguito, oggi mi ha spinto una delle figure di spicco della cultura italiana, quel Massimo Fini che, al di la' di una carriera non altrettanto luminosa e di riconoscimenti piu' modesti, e' forse il vero ed unico erede di Indro Montanelli.

Ma se Montanelli fu, da conservatore atipico, un osservatore acuto, tagliente e severo, Fini, che forse non ne eguaglia la facondia, quello stile assieme accessibile e sottile capace di lunghe digressioni e attimi di altissima densita', e le infinite esperienze di vita di chi si trovo' ad avere esperienza diretta della guerra, della prigionia, del terrorismo, riesce in virtu' delle sue capacita' e della solitudine in cui queste l'hanno da sempre condannato, a primeggiare in liberta' di pensiero.

Il rispetto, l'autorevolezza, lo stile perfino, proiettavano Montanelli in un mondo di eguali, in un elite culturale nella quale non credo non sussistano ipocrisie, assiomi, convenienze taciute.

Il randagismo di Fini, l'intransigenza mai esibita e tutta intestina, non delega ad un altro un solo tassello di un atteggiamento che e' dunque personale, e allora sempre in bilico, e tuttavia puro.

3 comments:

  1. Montanelli era un grande! Avevo una grande stima per lui!
    Sempre leale.. molto "diretto" (come me) ;).. e sincero!

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  2. Ho dimenticato..baciotto Giò! :)

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  3. Buon ferragosto Gio!
    Tutto bene? :))
    Un baciotto!

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