Monday, 27 August 2012

Appunti di viaggio

Odio volare.

Anche questa volta, e nonostante una crociera davvero tranquilla, durante l'intera durata del tragitto era sufficiente una minima perturbazione, un'accellerazione appena percettibile, un'oscillazione dell'areomobile rispetto uno qualunque dei suoi assi, perchè, istantaneamente, la mente fuggisse lontana dall'atmosfere del Don Giovanni e iniziasse a congetturare tragedie d'ogni tipo.
Ammetto che non è tanto la paura a muovere la mia fantasia, quanto il gioco: distraendomi nel tentativo di immaginare scenari apocalittici, crisi depressiva del pilota e conseguente esplosione del veivolo, improvviso attacco di singhiozzo del suo vice e conseguente esplosione del veivolo, impatto con un frammento di meteorite e conseguente esplosione del veivolo, dimentico, attenuo lo spavento, e mi diverto, e rimuovo, facendone parodie, paure non del tutto irragionevoli.

In quei momenti, che cerco di immaginare, per viverne il pathos, gli ultimi della mia esistenza, penso soprattutto alle donne che non sono riuscito ad amare, ai miei tentativi di voler loro bene nel modo più opportuno, ai pochi istanti di contatto che con loro ho stabilito, alla dimensione, impalpabile, casta, quasi sempre sterile, ove questo sfiorarsi ha avuto luogo.

Penso allora a cartoline non spedite, a lettere rimaste in un cassetto, a treccine castane e viziosette, a camicette turchesi che implorano d'essere sbottonate, ma lentamente, a corpicini invitanti, a situazioni dolcemente equivoche, a posizioni che sono argomenti di discussioni, a biricchinate che sono rimaste se non sogni irrealizzati, desideri inappagati.

Poi è l'immagine del tuo seno nudo, ed io ti sto baciando, e noi due facciamo l'amore.

Sono tutte meravigliose, le donne di quegli istanti. 

Per ognuna, sarei stato un amante diverso, e per un paio ho creduto anche, sono stati forse abbagli ingenui, che avrei potuto essere di più: un compagno, un confidente, un amico di quelli che si cercano quando non se ne può più di ipocrisie e forme di contenimento.

Volevo parlare di tutt'altro, ma è stato sufficiente pensare ai fiorellini di quel tuo vestitino che, credimi, sta meglio steso sul pavimento che indosso a te, li intendo, tra il tuo letto ed il tappeto, per deragliare alla prima riga.

Te lo devo confessare: con l'indifferenza per le donne, in tal senso aiuta il fatto di vivere nel Regno Unito, dove una maleducazione di fondo le priva di femminilità, cresce la devozione per le mie amate, che non riesco a ritrovare se non nei miei pensieri.

6 comments:

  1. Eh, ogni scusa è buona per pensare alle tue belle :D

    Ad ogni modo non temere il volo, è un paradosso straordinario. Perciò gente come noi non deve temerne, ma ritenerlo un luogo preferenziale ;)

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  2. Sono deliziose, le mie belle.

    Ogni condizione, definita da un valore diverso delle mille variabili che definiscono la realtà, mi sembra l'ideale per un bacio, per passare la notte assieme, per tante coccole e carezze :D

    Non ho speranze ;-)

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  3. Ma certo, sono deliziose e splendide, sono catalizzate dalla tua mente prodigiosa, non potrebbero essere altrimenti :)

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    1. Non si riduca tutto alla mia 'mente', che di certo prodigiosa non è :D

      Io attingo al reale, e ti devi arrendere all'evidenza: sei splendida, e non mi farai cambiare idea tanto facilmente :D

      E poi insomma ... sbaglio o una certa Alice ha convinto anche te di quanto meravigliose VOI donne sappiate essere?

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  4. Va bé... quella non è una donna, è una dea ;)

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    1. Come darti torto?

      Un abbraccio

      Gio

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