Thursday, 5 July 2012

Tu hai un volto


Tu hai un volto, tu sei carne ed ossa.

A volte i ricordi tornano tutti assieme noi, trascinandosi l'un l'altro, come un'onda, composta di infinite molecole tenute assieme da forze coesive, ingorde a divorare le fragili costruzioni del nostro presente, che vestiamo severe ma sono fragili, barriere illusorie distese lungo l'intera estensione dell'essere.


Un nome, e quindi il numero degli anni passati a blindare meticolosamente il seme della mia tristezza, e poi un dito che indica impietoso la precarietà di ciò che sarà, e ancora il calcolo delle probabilità, la loro rigida obbedienza a leggi commutative ...

La tristezza è un cupo orizzonte che dall'infinito incombe d'improvviso su di noi, un gelo che dallo spazio siderale precipita nei nostri cuori, e vi resta per sempre.

Eppure la tristezza ha perso, almeno in parte, di avvilire lo spirito: è stato quando l'ho scoperta tramite, punto di vicinanza, cunicolo in grado di oltrepassare guadi invalicabili in superficie, e quando, precipitando nell'abisso della solitudine, ho imparato che esiste un buio che nasconde affinità preziose.

Sono stati i libri i primi a consolarmi: il pessimismo di Leopardi amplificava e sosteneva il mio, rendendolo perfino magnifico, le insicurezze di Svevo tranquillizzavano un animo sempre in pena, e i rimbrotti quasi severi di Montale imponevano un contegno cui devo moltissimo.

Ma tu ... tu hai un volto, tu sei carne ed ossa.

Hai abitudini, vestiti nell'armadio, attese noiose, e ti emozioni, e viaggi che non finiscono al ritorno a casa.

Non sei nè un'invenzione nè un'interpretazione.
Sei chiara, naturale, sincera, verissima.

Risuonano laggiù le mie note grevi.
La loro eco è dolce.


Perdonami se la prima reazione è di meraviglia per la tua bellezza, che ti fa come sospesa in una dimensione a metà strada tra questo tempo ed un altro, tra questo spazio e uno ad esso speculare, e più simile ad un'idea che ad una sensazione.

Perdonami se poi, egoisticamente, cerco ristoro nelle tue pene.

Il resto, quello che insensatamente chiamo mio amore, qualsiasi cosa significhi, è la mia offerta, il dono di un uomo che ti sente vicina.

5 comments:

  1. ... Ma che bellezza che sei? :)

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    1. Sono solo saggio amica mia.

      Se trovo le bellezza, io mi fermo a guardarla.

      Guardare e' sfiorare con gli occhi, e' baciare con essi chi per mille motivi non possiamo toccare.

      Cosi' io ti osservo incredulo, pieno di meraviglia e riconoscenza.

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    2. La bellezza, amico mio, è nell'occhio di chi guarda. E i tuoi occhi sono buoni e cari :)

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