Friday, 27 July 2012

Ti vorrei dire

Ti vorrei dire tante cose.

Ti vorrei dire dei bambini che da qualche settimana la sera, quando e' tutto deserto ma e' ancora chiaro, sfrecciano con le loro biciclette lungo i viali alberati del campus, facendo acrobazie, impennate, gare di velocita'.


Quando mi vedono, cupo, pensieroso, spettrale nei miei indumenti da spaventapasseri, si fermano, insospettiti, silenziosi, e forse temendo che vada a raccontare ai guardiani della loro intrusione, o che spifferi a qualcuno il loro segreto, fanno gli gnorri, quelli capitati li per caso.

Esco spesso tardi, e le ore scivolano accumulando sulla scrivania fogli stropicciati, appunti scritti a mano con bic senza tappino, bottiglie di coca cola.

###, amica mia amatissima, perdonami: mi impongo di berne mezzo litro al giorno non perche' ne goda, non ne amo particolarmente il gusto, ma in virtu' del contenuto di caffeina.

Questo mi aiuta, indubbiamente, a restare sveglio, e poi te lo confesso: il senso di colpa che accompagna l'attimo in cui, stappata la bottiglietta, le labbra screpolate s'inumidiscono, e s'eccita il palato al pizzicore di tante bollicine mi riporta a te, alle tue raccomandazioni premurose, al tuo viso che non dimentica, in nessuna delle sue manifestazioni, l'infinito che, del mondo, tu hai percepito.

Dove si e' posato il tuo sguardo, li sei stata.

Li ti sei sporcata, nutrita, e spoglia d'ipocrisie, trasparente come una lacrima al risveglio, hai donato te stessa.

Colpa della tue sensibilita' esagerata.
Sei porosa e malleabile come cera, esposta alla fiamma che e' la vita.

Per quella sensibilita' esagerata piu' di una volta dovrei rimproverarti, e pero', lo sai bene, e' cio' che di te piu' amo.

E cosi lo zucchero, che scelgo ora sempre di canna, e cosi passeggiare ai piedi di quella torre sulla quale ci siamo arrampicati assieme un giorno, e cosi un sogno malinconico e dolce sono suggestioni, sinapsi dell'anima che ristabiliscono tra noi quel contatto che un treno in partenza in orario, un aereo che decolla da una pista ghiacciata, un malinteso, hanno di volta in volta, ma sempre per la durata effimera di un sonno tormentato d'incubo, spezzato.

...

Il lavoro mi ha piegato in due, ma anche dato qualche soddisfazione.
Soddisfazioni che io ho pensato bene di ridimensionare, di fare spicciole.
Il primo anno in questo dipartimento e' andato dopotutto bene, e si sono costruiti presupposti almeno per il futuro prossimo.

Resta tuttavia la certezza di essere un idiota, scientificamente parlando, e l'accompagna un vago senso di colpa, oltre che di inedeguatezza.

Un idiota fortunato, punto e basta.

Ti vorrei dire dei progetti per il week end.

Ormai da mesi non si riferiscono piu' a donne.

Da qualche settimana a fatica ne trovo di attraenti nelle strade pur trafficate, dove pullulano turisti amanti del sublime di questa citta' aspra e severa, che inganna solo gli sciocchi, vestendosi di colori gai e luccicanti, ma la cui anima tetra, lugubre, addirittura angosciante, e' evidente agli occhi di chi ne conosce i vicoli in prima persona, a chi della vita non ricusa contraddizioni, frustrazioni, e la fondamentale solitudine di ognuno.

Vorrei dirti molte cose, ma sono stanco e dolorante.

Il silenzio della casa, l'immobilita' dei libri, dei bicchieri, delle poche bottiglie di vino che in qualche modo sono finite in salotto, stanotte mi sembrano componenti essenziali alla vita di quell'idiota fortunato che sono stato fino ad oggi.

4 comments:

  1. ....quanto tempo!
    (t'ho cercato ieri sera - che intuito!)

    love, mod

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  2. Siamo come minimo telepatici visto che proprio ieri volevo scriverti!

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  3. Combattuta tra il volerti picchiare amorevolmente, per quella bottiglia effervescente che dovrebbe sparire dalla tua vita e la voglia di abbracciarti dolcemente per dirti che io ci sono sempre. Sopra la torre e per i vicoli e ovunque tu voglia, basta un fischio. Infatti tra un pò arrivo. E intanto lunedì me ne vado a mangiare con chi dico io... alla facciaccia tua :)))
    Ti voglio bene... e smettila di comprare quella bevanda velenosa di quella multinazionale malefica! Tze

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    1. Mi serve per stare sveglio, e lavorare sodo per un'altra multinazionale ancora piu' malefica :D

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