Sunday, 1 July 2012

Parole

Sono stanco, e l'emicrania è umidità che si inietta nelle meningi.

Ho avuto un sonno lungo ma fastidioso, popolato di incubi di malattia e inabilità.

La casa è vecchia, umida, gli infissi lasciano passare spifferi cattivi.

Visito appartamenti, cerco una sistemazione più comoda.

Sono esausto alla sola idea del trasloco.

Ne ho visto uno bello, vicino al parco, ma troppo lontano dai mezzi pubblici che servono a me per poterlo davvero considerare.

Ho chiamato i genitori per dir loro dei miei piani, per rassicurarli: di belle sistemazioni, con doppi vetri e bei bagni dove fare saune, ce ne sono.

Sbadatamente, non hanno chiuso la chiamata ai saluti, e così li ho sentiti parlare qualche secondo ancora.

Parlavano di me ...
Parlavano di me, abbozzavano ipotesi sulla mia 'serenità', e ne attribuivano la ragione ad un lavoro che ho appena portato a termine.

Una lama mi ha trafitto.

Non c'è serenità in questo trascinarsi patetico, ed il lavoro non finisce mai, ed io sono un bugiardo mentitore, un ipocrita odioso se arrivo ad ingannare perfino i miei genitori.

Per una frazione di secondo ho dubitato sul da farsi: riprendere la conversazione, per far capir loro di chiudere, continuare ad ascoltare ...

Ho infine scelto di interrompere io quel flusso insostenibile di dolcezza, premura, ingenuità.

Vorrei essere un figlio sereno, un padre premuroso, un compagno cui affidarsi ciecamente.

Ho fallito in tutto, e non so neppure recriminare, lamentarmi, fingere.

Forse saprei dare un senso solo alla vita di un cane bastardo, per quelli tu sei sempre il Dio più perfetto, o per un gatto lazzarone, per quelli tu sei sempre lo schiavo più perfetto.

6 comments:

  1. Io credo tu sia miracolo!
    Una meraviglia cascata da chi sa dove...
    Sei solo, caduco... Ecco, è proprio così che sono i miracoli assurdi!

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  2. Quale asprezza, amica mia.

    La vita somiglia ad una stanza buia, che ti illudi di conoscere.
    Vi entri, e con le mani cerchi gli oggetti conosciuti, e avanzi lentamente ma senza paura, disegnando attorno a te ostacoli, spazi sicuri.

    Qui, in quello che tu chiami 'miracolo assurdo', non avrei immaginato nessuna serenità, ma almeno dei coaguli di piacere, la gioia del pensiero, del confronto.

    Invece è il deserto.

    Deserto al di la dell'apparenze, ovvero quello che non conosce neppure un mediocre, un farabutto, un violento.

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  3. No, non ci credo che incontri di pensieri sani, validi nel tuo mondo non ci siano!
    Mi suonerebbe più logico sentirti dire che non ti bastano... ma non posso credere che nel tuo mondo non ci sia confronto con anime che ascoltano!

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    1. Adesso siamo davvero vicini al vuoto. Mi impegno, ma senza risultati.

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  4. E' che sei troppo lontano, non che da vicino avrei avuto il potere di cambiare qualcuna di queste tue sensazioni ma un abbraccio forte, stretto, non sarebbe mancato.

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    1. A me piacciono gli abbracci, lo sai bene :-)

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