Monday, 30 July 2012

Ogni idea


Ogni idea e' una fiamma.

Tra poche settimane, se tutto andra' come pianificato, abbandonero' questo appartamento per trasferirmi in uno splendido palazzo d'epoca Vittoriana, un gioiellino incastonato nel cuore di uno dei quartieri piu' eleganti della citta'.

 Ho passato in queste stanze quasi un anno.
Qui ho goduto di un'ottima posizione, vicino al centro abbastanza da permettere di goderne i benefici, non tanto da imporne i ritmi, la confusione, ma ho anche patito per la mancanza di una bella vasca da bagno nella quale lasciare al calore, inerte eppure meravigliosamente ingannatore, il compito di prendersi cura di me, di lenire i miei dolori, e soprattutto ho sofferto per il freddo, malamente contrastato da infissi inadeguati, da rifiniture approssimative.

Per un certo periodo ho pensato comunque di trascorrere qui un periodo piu' lungo, e dunque mi sono dato da fare per rendere confortevoli e soprattutto personali gli ambienti di cui questo appartamentino, tre stanzette e un cucinino, si compone.

Date le ristrettezze economiche, ho continuato a procrastinare l'acquisto di un sistema hi-fi degno di questo nome, ma non ho lesinato in tendaggi, stoffe, piccole decorazioni.

A volte mi ha perfino aiutato la necessita'.

Le assi che rivestite di semplice carta da pacchi, verticali, seguono la linea degli stipiti del camino sono cio' che resta di un orribile letto sgangherato che, una volta smontato, non sapevo come eliminare, e le fiamme grigiastre e stilizzate di un camino che da anni non conosce la brace, fogli di brutta, idee non ancora consumate e vitali.

Qui, nei limiti imposti da una tecnologia di terz'ordine, hanno cantato Ella e Luois, Toto e Peppino si sono pizzicati a vicenda, ed un Maigret sconfitto ha sofferto per una morte che non e' riuscito ad evitare.

Qui ho scritto lettere d'amore a donne innamorate d'altri, da altri amate.
Non e' uscito un solo istante sminuito il mio sentimento dal loro rifiuto, dal disagio celato in prolungati silenzi.

Qui mi sono ingannato meno spesso che altrove.

Qui la solitudine non e' amara, e' piuttosto una nebbia impalbabile e soporifera.


6 comments:

  1. Ciò nonostante mi chiedo da dove arriva questa grande dolcezza...sei sempre stato dolcissimo Gio
    Il mio volto, ma non solo, è diventato una maschera di ghiaccio...soffro troppo.
    Un bacione

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  2. E' terribile Sara, mi spiace moltissimo.

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  3. Le assi... devo scrivere ancora cosa ne penso? ;)
    La solitudine non ha pareti, ce la portiamo ad ogni trasloco, ad ogni partenza. Fortuna che tu hai quella gran persona che non ti molla mai: te stesso.

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    1. Su su, lo so benissimo che le trovi fantastiche :D

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  4. Prova a rivestire, nella tua prossima casa, gli stipiti e qualche altro legno con i pezzi di pagine dei libri, con i fogli dei tuoi pensieri, con le scritte dei poster sbiaditi. L'effetto che che risulterà sarà sorprendente. Leggere le parole scritte sulle cose può dare un grande conforto.
    Prova ad immaginare un camino rivestito delle parole di Borges... o una cornice di una porta con i pensieri di qualche artista che più ti sta a cuore. Immagina le parole scritte per casa che ti accompagnano mentre ascolti la musica.... meraviglioso!
    Non rivestire di carte qualsiasi le cose.. rivestile dei tuoi pensieri.
    Un grande bacio
    Joh

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    1. Cara Joh,

      I libri stessi io rivesto di parole, o i pacchetti per i doni agli amici;
      Hai davvero ragione, e' diverso cosi.

      A presto

      Gio

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