Tuesday, 10 July 2012

Dov'è la sicurezza del sè?

 All'altezza dell'immenso ### Museum, un edificio enorme in stile gotico vittoriano, una miniera di arenaria rossastra nel grigio che e' il nucleo medioevale del centro, c'e' un semaforo al quale i pedoni aspettano il verde per interminabili minuti.

Va bene, questa è un'iperbole, ma credimi: qui nel Regno Unito i semafori maltrattano davvero i pedoni!

Ero li in attesa, appoggiato ad una ringhera, quando e' passata un'auto con dei giovanotti.


Ha rallentato per curvare, da li si entra  in Grosvenor Place, e quelli che guardavano dalla mia parte hanno iniziato a inveire contro di me, facendo smorfie di disgusto e dileggio.

Mi hanno guardato con i loro piccoli occhi cattivi ed efferati, proprio come si guarda una macchietta.

Sara' stata la postura? La magrezza? L'insieme di una figura fragile e improbabile a divertirli tanto?

Non lo so, ma capita troppo spesso, e sempre in modalita' simili: c'e' una distanza che fa sentire l'altro al sicuro, un vagone di treno in partenza, il finestrino di un autobus in transito, il numero del branco ...

Io, noi, condividiamo l'esistenza con certi animali.

Non credo che i libri, l'introversione, la meditazione possano costruire una corazza malleabile e spendibile in queste occasioni quanto i pompini, i mugolii di piacere cui si spinge nell'ozio o nella perversione l'intimità di una donna, i complimenti al proprio 'gorgeous cock' rimediati da una perfetta sconosciuta.

Non lo credo, e tuttavia fino all'ultimo starò esplorando questa alternativa, un'oasi un po' meno squallida della sicurezza del sè, non trovi?

La ricerca di una via di uscita accettabile, di un sipario che valga la pena condividere con chi amo, è la più potente e vera condizione vigente della mia vita.

A te che mi hai ascoltato anche in questi attimi di frustrazione e degrado, a te che non mi hai insultato, ma che neppure hai ceduto ad una commiserazione dolciastra, ad un'ipocrisia di facciata, corrono i miei ricordi, e di te, della tua determinazione e dolcezza, si nutrono pensieri che m'accompagnano in questa notte ancora d'amarezza,

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