Saturday, 14 July 2012

Coca Cola e un tramezzino

A fine serata ho festeggiato degnamente i grandi successi di oggi con una lattina da 33 centilitri di Coca Cola e un Tramezzino al tonno.

'Best before end 14 Jul' diceva l'etichetta, ed erano davvero agli sgoccioli le gia' secche le fette di pane,
quasi del tutto assorbita la majonese, e insipido il tonno, poltiglia insapore, al limite dolciastra.


Giornata bizzosa, trascorsa tra negozi di elettronica e mercatini dell'usato.

Ieri sera ho tirato un cazzotto al monitor del mio portatile, un vecchio ferro del 2005 ormai inetto, continuamente in affanno anche per svolgere le minime mansioni che gli domandavo.

All'ennesimo singhiozzo, un'attesa che sembrava destinata a durare per sempre e che aveva interrotto Toto' nel bel mezzo di una battuta, ho perso la pazienza: ho contratto le nocche e ho assestato, smaniando contro gli dei, un diretto alla matrice dell'LCD, che non ha retto alla forza d'urto.

Si e' creata sullo schermo, all'istante, un'immagine come di ali di farfalla, una composizione quasi simmetrica di linee colorate verticali e orizzontali: dopotutto una fine gloriosa per un rottame, che da anni mi implorava perche' lo mandassi in pensione.

Stamane mi sono deciso dunque per l'acquisto del suo erede, ben intenzionato a spendere il meno possibile, visto che io il laptop lo utilizzo di fatto solo per navigare in internet, o al limite collegarmi in remoto al PC dell'ufficio, il quale offre abbastanza potenza di calcolo.

Ho provato da Curry's Digital, ma con rammarico ho notato come tutti i PC in vendita avessero gia' Windows in dotazione: li un commesso decisamente gentile mi ha addirittura messo amichevolmente in guardia circa i limiti della garanzia in caso avessi voluto installare Linux (mia priorita'), consigliandomi di provare nel 'second hand market'.

Ho cercato allora in un negozietto di usato, ma ho trovato prezzi esagerati, tutta roba dai 300 £ in su, decisamente oltre il budget che avevo in mente.

Gia' abbastanza stanco ho deciso di fare un ultimo tentativo presso un Cash Converter, quello vicino all'Universita'.

Dovro' raccontarti con la maggior cura possibile del mondo stranissimo che si incontra in questi bazar del nostro secolo: li e' il contiguo alla poverta', ed vi trovi intuizioni atroci, e vivi quasi in prima persona le grottesche bugie che oscillano tra gli sguardi spenti dei venditori e quelli scintillanti dei commessi.

Oggi scrivo solo un appunto.

Ho incontrato due ragazzi orribilmente invecchiati che mi hanno impressionato.

Dal marciapiedi dove camminano avanti e indietro, spensierati e a volte un po' superficiali, turisti armati di macchine fotografiche e occhiali da sole al bancone dove s'aggrappano i nuovi poveri dividono solo pochi passi.

Questi trentenni, ad una prima occhiata due analfabeti di tutto cio' che e' adulto, stavano trattando la cessione di una quantita' incredibile di vetusti videogiochi, alcuni ancora confezionati, console che ben pochi conoscono (un Atari Jaguar, un Sega MegaDrive con 32x, un altro sistema che non sono neppure riuscito a riconoscere) e manuali varii.

Riconoscevo nel loro gergo ancora da teenager termini ch'io stesso ero solito usare, da bambino, da adolescente.

'That was a great beat'em up!'
'Best killer application ever'!
'Is that the one where Mario and Luigi ...'

Gli intrugli al silicio che avevano riposto alla rinfusa sul bancone, vecchi ruderi, pezzi da museo degli orrori se affiancati ai sistemi di oggi, dove alta definizione, frame rate stabile, bumb mapping e via dicendo sono la norma, erano stati nei miei desideri di ragazzino.

In quei tempi, non avevo ancora incontrato Silvia, leggevo e rileggevo con avidita' gli articoli di K o Game Power che magnificavano i progressi dell'hardware, le invenzioni mirabili dei game designer, e dentro fantasticavo su questo potenziale tecnologico, e quindi pativo il non riuscire a concretizzare che assai raramente, visti i costi, i miei sogni di videogiocatore.

Invidiavo chi in casa aveva montagne di cartucce, collezioni enciclopediche di cassette, ed erano d'argento i primi Compact Disc: la promessa di vivere avventure straordinarie, non tanto quelle su schermo quanto piuttosto quelle che da li traevano ma vivevano poi nell'immaginazione, nell'idea che seguiva la visione, non era mantenuta per colpa mia, di questo ero convinto.

Cosa ha impedito l'intossicazione?
Cosa ha impedito che mi riducessi ad essere una larva in attesa del prossimo screenshoot o uno squallido fan boy?
Cosa ha impedito che gli scaffali si riempissero di videogiochi, le vetrinette di pupazzetti, le pareti di poster, invece che di libri, composizioni, stampe?

Silvia?
Quella cosa che ai tempi mi pareva essere la severita' dei miei genitori?
Forse il male stesso?

Le pratiche per l'acquisto del PC che sto usando ora, un buon Dell da 150 £, sono durate abbastanza per farmi intravedere, su quelle dita che carezzavano quella paccottiglia che passava di mano, un lieve tremore che mi ha gelato il sangue nelle vene.

Che significasse dispiacere per la cessione, o peggio ancora il bisogno che ne obbligava la vendita, o qualsiasi altra cosa, egualmente la fantasia creava all'istante scenari di aridita' e paura, e andava alla ricerca di altri particolari, che trovava puntualmente: pantalonacci lisi, una giacca a vento sbiadita, scarpe da ginnastica consumate, imperfezioni dentali che una minima cura di se' corregge molto prima dei vent'anni denunciavano indigenza ed immaturita', e sforamento dei tempi massimi, ed un'attesa di una seconda opportunita' che durera' forse quanto la loro vita.

Ho ritirato il mio portatile e sono scappato a casa.

Mi fa schifo questo messaggio.
Domani forse lo cancellero' o riscrivero' in toto.
Cheers

2 comments:

  1. Coca cola e tramezzino, ma la vuoi ascoltare la tua amica Maraptica si o no??? :P

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  2. E a chi penso io ogni volta che vedo/bevo una Coca Cola?
    Alla mia Sarahptica bella <3

    Quindi e' colpa TUA :D

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