Wednesday, 13 June 2012

You are NOT a fucking loser


Cosa vuoi che ti dica: a volte è la matematica (matematica: disciplina; matematica: donna che si dedica a detta disciplina) a fornirmi le metafore più appropriate per un pensiero.


Tu non sei una fucking loser.

Hai presente una curva?

Se preferisci immagina pure una superficie bidimensionale, immersa nel nostro spazio: una bella funzione implicita, qualcosa di simile a f(x,y,z)=h, o, se vuoi, qualcosa di più scontato, identificabile ad occhio nudo: z=z(x,y).

Visto che il gioco che permette di passare da una dimensione ad un'altra non chiede che l'aggiunta di una variabile, laddove all'immaginazione impone uno sforzo sovrumano anche solo per arrivare alle 4 dimensioni del nostro spazio-tempo euclideo, assumiamo pure una dimensione qualsiasi per la nostra varietà ...

Alla fine, comunque, non sarà troppo difficile immaginare dei punti di stazionarietà, ovvero minimi, massimi, selle ...

Bizzarro il destino dei punti di massimo.

Si fa una faticaccia ad arrivare in cima, non è vero?
Si fa talmente tanta fatica che vi si arriva da soli.

Gli altri si contentano, nelle migliori delle ipotesi, di massimi locali, di vie di mezzo, di comode selle, ... cose simili.

Tu hai voluto fare di testa tua, e sei arrivata la, al massimo globale.

E non esiste luogo sulla faccia della nostra varietà instabile quanto il massimo: una sbandata, e già ti ritrovi a rotolare lungo geodesiche della miseria!

Facile la vita di chi se ne sta in panciolle in un minimo: loro anche se scossi da un accidente tornano addirittura con armonia al loro covo.

Tu non sei una fucking loser.

Sei sola.

Io ti immagino straordinariamente sola, che è come dire sola perchè sei straordinaria.

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