Friday, 8 June 2012

Superficialita', indifferenza

La presenza del corpo e' fondamentale in un rapporto d'amore, non foss'altro per una ragione cronologica.

Il primo interessamento sensuale nei confronti di un altro essere, quella strana fame che divora, fino ad ossessionare e consumare,  per forza di cose ha infatti inizalmente bisogno di un'immagine sulla quale concentrare i propri sogni, di un odore del quale inebriarsi od intossicarsi.

Non e' necessaria, in verita', una bellezza sorprendente per incendiare i sensi, per far desiderare 'lei' dietro ogni angolo di strada verso il quale si cammina, oltre ogni porta, in ogni aula capiti di dover passare.

La bellezza ... la bellezza puo' in certi casi addirittura ostacolare l'avvicinamento tra due innamorati, ed e' cosi' quando le ingombranti sovrastrutture  dell'educazione, della societa' si sbriciolano, ed i loro ruderi, invidie, maldicenze, allontanano, distorcono, cancellano.

Attribuisco senza incertezze all'orribile figura, la cui mancanza di simmetria rende incerta e spettrale, il vuoto al mio fianco, ma non faccio di questo
deficit una colpa mia, ne' nel rifiuto vedo una manifestazione d'altrui crudelta' o perfidia.

E' la natura a governare i nostri istinti, sic et simpliciter.

La preferenza accordata ad un altro mi ha sicuramente fatto soffrire, ma non ha arretrato di un centimetro la passione, l'amore per le donne, ne', tantomeno,
l'amicizia per una che mi abbia rifiutato, la stima per un'altra che abbia preferito anticipare addirittura la mia corte con un 'no'.

Di tutto cio' che non e' sensualita' ed amore, poco priva un corpo deforme.

Certo, ci sono individui che non sopportano la vicinanza di un malato, e la pelle pallida, quasi trasparente, mi attribuisce non solo una patologia clinica, ma forse anche abuso di sostanze stupefacenti.

Quest'idea, destituita di ogni fondamento, e' tuttavia rinforzata dalla postura curva, dalla camminata non fluida, dall'espressioni spesso rapite da pensieri matematici o fisici che si impossessano del volto senza dare precedenza a nessuna maschera.

Ad alcune di queste considerazioni mi ha avvicinato il mio piu' caro amico.

Non ha cercato di correggere di autorita' questi comportamenti, innati o acquisiti che siano ormai per certi versi mi identificano, ma di rendermene consapevole.

Ho voluto io rivedere certi atteggiamenti, evitare determinate circostanze che avrebbero dato risalto ad aspetti tristi del mio essere, e le sue parole franche, severe ma non crudeli, mi hanno servito quanto le raccomandazioni della mamma che da bimbo sconsigliava l'uso di calzoni corti, di camice troppo aderenti al petto.

Mi sono adoperato per rendere questa cosa che mi sono ritrovato, questo corpo deforme, il meno importante possibile.

Mi sono preso cura di questa massa spigolosa e fragile, e con successo, se e' vero che oggi costituisce solo un estremo ostacolo nei confronti delle femmine, e null'altro.

I proventi di questa consapevolezza scevra da ipocrisie mi hanno permesso di prosperare, sempre considerati i mezzi scarissimi a disposizione.

Non credo di essere un superficiale, ma la mia attitudine nei confronti dell'aspetto estetico si esprime in modo personale, forse insopportabile per alcuni.

Ogni considerazione su un corpo, il mio, quello di un altro, non hanno valore se non quando elevano oltre la soglia dell'innamoramento, al di la della quale tutto cambia, poiche' non vigono piu' leggi umane, ma quasi divine, come tali sono le figure dell'innamorato e dell'amata (approfondiro' questo aspetto in futuro).

Dal momento che l'opinione di una massa e' ininfluente, di fronte ad una figura, ad una mera architettura di carne, nervi ed ossa, io non ho alcun pudore, nessuna reticenza.

Certo, non mi metto a sottolineare ad un estraneo i limiti o le armonie del suo corpo, non mi interessa, ma mi sento perfettamente sereno, per me e per un'amica, a discettare di canoni, parametri, e dunque di chili, di centimetri.

Come non capisco, e non accetto per me una sofferenza dovuta all'avvenenza del corpo al di la dell'implicazioni con l'amore, cosi' e' per un'altra persona.

Ma chi se ne frega dei chili!

Chi se ne strafotte della statura, di un petto adatto come tavola da surf piu' che distributore di beatitudine, di un nasino storto, di una scoliosi mortificante!

Non c'e' reticenza ch'io riesca ad accettare quando la ragione, l'esperienza mi convincono che la verita' sia, semplicemente, piu' lieta, i suoi frutti piu' succosi.

2 comments:

  1. Eppure da quello che leggo sei stata molto amato Gio!
    Ho notato poche persone con la tua intelligenza e sensibilità! :)
    Buon fine settimana Giò :)

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  2. Anche a te Sara!

    Qui fa ancora freddo ahime!

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