Thursday, 14 June 2012

Solitudine

 Stanotte ho sognato una prostituta di colore, una meravigliosa ragazza dalla pelle nera come l'ebano, lunghi capelli setosi, forme procacissime, e dalla mente perversa e dolcissima.

Era quasi nuda, solo avvolta in scialli e  sfiorata da petali di rosa, e m'attendeva nel suo letto già infusa di quella sostanza morbida che che riveste le carni e l'anima quando l'intimità, la tranquillità, il desiderio di godere di sesso e pace si impossessano di noi.

Mi ha sorpreso questa visione: di solito non nutro particolare interesse nei confronti delle donne di colore, nè negli ultimi giorni ho incontrato una donna che possa avermi suggerito tale immagine.

Della mia preferenza estetica non faccio una questione di razza ovviamente, e neppure della difficoltà, autentica, del leggere i lineamenti: trovo piuttosto che laddove gli uomini d'origine africana siano mediamente più attraenti e viriili dei caucasici, la femminilità si smarrisca su quei nasi larghi e quasi schiacciati, su quelle labbra brune, su quei corpi eccessivamente muscolosi.

Sto generalizzando, lo so bene, e la meravigliosa immagine che accompagna queste parole pone innanzi ad un'irrisolvibile dilemma, ovvero quella della scelte tra due dee egualmente magnifiche.

Contrariamente alle attese, non mi ha illustrato il menu' della casa e il prezzo di tanta bella merce.

Diversamente, mi ha affidato un compito: sarei dovuto andare in un certo luogo, discutere con determinate persone, e infine, far intender loro delle ben precise idee.

In caso di successo, si sarebbe concessa a me.

Il seguito del sogno è abbastanza assurdo, e tuttavia interessante.

In tutta onestà vorrei capire se queste avventure fuori di senso capitano solo a me, nella dimensione onirica, o se invece in quell'universo bizzarro che creiamo ogni notte non sia del tutto normale avere esperienze illogiche, folli, sorprendenti.

Mi ritrovo in una grande stanza.

Da una parte, attorno ad un tavolino, una decina di camice brune, buzzurri fascisti di varia età, saturi di razzismo e idee scioviniste, dall'altra, in penombra, seduti su di un divano, una donna di colore ed il suo bambino piccolo.

Questi due gruppi, che pure condividono lo stesso ambiente, si ignorano pur guardandosi in cagnesco: io solo sono tramite tra loro.

Presto prima ascolto agli invasati, che berciano, bestemmiano, e poi tuttavia tacciono quando prendo la parola.


Li ammansisco dando una forma presentabile alle loro rivendicazioni.
Ogni tanto lascio scivolare, tra le parole, dei cenni ironici, parodistici al comunismo, finendo per conquistarmi la loro fiducia.
Questi mentecatti d'altra parte, privi di cervello, non cercavano che un caporale, un'ordine, ed il compito che mi è stato assegnato, fondamentalmente redimerli, far dimenticare loro quelle folli idee razziste, io so di poterlo assolvere solamente ingannandoli in un primo momento fino ad essere ai loro occhi tanto autorevole da poter modellare i loro spiriti aspri, fino a disacerbarli senza che neppure se ne accorgano.

Mi avvicino al divanetto.

Con orrore noto che negli occhi del bimbo qualcuno ha infilato quattro stuzzicadenti.
Si lamenta, piange, urla dal dolore il piccolino, e la madre, spaventata, corre in suo aiuto.

Con cura sfila dalla cavità oculare quegli aghi intristi ormai di sangue e lacrime del suo piccolo, e chiede, piena di rabbia e dolore, chi sia stato a fargli del male.

'E' stato Gio' dice il piccolo.
Sta mentendo, e lo sa benissimo.
E' stato egli stesso ad infliggersi quella tortura tremenda.

Ha equivocato la mia manovra di lungo termine con i fascisti, e ha trovato solo in questo atto di estremo autolesionismo un modo di combattermi: incolparmi di qualcosa di terribile sarà sufficiente per far terra bruciata attorno a me.

Ricorrendo ai miei poteri magici, sfiorandogli la fronte comunico senza parlare a quel piccoletto il mio progetto.

Si calma, rassicura la madre della mia innocenza, ma ormai il mio piano è scoperto: i fascisti, insospettiti, rifiutano di ascolarmi.

Ho fallito, e la Venere nera non mi stringerà al suo seno.

5 comments:

  1. uh, che brutto sogno ...

    ReplyDelete
    Replies
    1. In effetti e' stato terribile. Ciao Silvia, a presto!!!

      Delete
  2. Sognata??... ma una brava ragazza no?
    Vero che le "mezze naturali non frizzanti" :(( non sono come la bionda? :)... la birra intendo!
    Buon fine settimana Gio!

    ReplyDelete
    Replies
    1. Ma dai, non era poi tanto cattiva ;-)

      Ciao Sara!!!

      Gio

      Delete