Thursday, 21 June 2012

Questo è il mondo dove viviamo

 [Lettera spedita qualche settimana fa ad una cara amica].

Oggi è passata la fiaccola olimpica, qui a ##.

Tornavo con il ##, e poco dopo l'Università l'autista ci ha fatti scendere, annunciando una deviazione inopportuna per i miei proponimenti.

Non ti dico la confusione, una volta ritrovatomi in una Babele totale: ci ho messo un po' a capire di che si trattava, dopotutto con l'avvicinarsi dell'estate questa città si popola di turisti che colorano di accenti e tinte diverse i viali, i giardini, le piazze, ma alla fine mi sono reso conto di essere nel bel mezzo del tanto annunciato tour della torcia olimpica!

Non fingo neppure interesse: al di la del numero di belle ragazze che una simile concentrazione di persone comporta, ne ho viste tre, assieme,  una più bella dell'altra, ma non modelle inavvicinabili, proprio donne normali, dalle cosce nude, floride e dannatamente sincere, serene, lisce, il tutto era una gran noia.

Soprattutto era impossibile oltrepassare le transenne, e tornare a casa a meno di fare un lungo giro.

Mentre cercavo una soluzione, sono salito fin quasi a ###. ma solo per trovarvi un'ennesimo sbarramento, l'ho vista, l'Olimpiade.

Non era che una scusa volgare per inondare, anzi, aggredire la città di decibel assordanti, per tappezzarne i pavimenti meravigliosi, dove ogni tessera di pavè è come scolpita, di volantini spiegazzati, per sporcarne i marciapiedi di lattine ammaccate, stropicciate e gracchianti, per insozzarne le fontane di palloncini scoppiati e bandierine naufragate.

Il tedoforo, un ometto di 60 anni, felice, genuino come solo un ingenuo può esserlo, è passato quasi inosservato in mezzo a quel trionfo di un consumismo osceno, a quei promoter abbronzatissimi e viscidi di brillantina, a quel marketing frettoloso, vorace e volgare.

Ho pensato, amica mia, che questo è il mondo dove viviamo.

No comments:

Post a Comment