Sunday, 3 June 2012

Le delusioni e ...

 Impariamo dall'esperienze, e spesso con dolore.
Nell'insieme delle vicende che caratterizzano l'esistenza, solitamente diamo un'importanza sproporzionata a quelle nelle quali il male, la meschinità, la volgarità hanno tracimato, lordando idee pure, incrostando di una superficie opaca lo splendore, l'ampiezza dei sogni.


Io stesso sono soggetto a questi errori di valutazione, e ne ho confessato qui molte volte le cause, ripromettendomi clausura, severità, indifferenza.

I miei rapporti con le donne, e più ancora quelli con le femmine, sono stati quasi tutti disastrosi: infecondi per la maggior parte, a volte addirittura atroci, ma delle convizioni troppo radicate in me per poterle negare mi hanno sempre riportato a galla, e prolungato in tal modo ancora quest'agonia che è la solitudine completa che da sempre priva di colore la mia vita.

La bellezza, l'affetto, l'intelligenza, il piacere ... sono questi i baluardi estremi, imprendibili del mio culto.

Non ho goduto che da lontano della bellezza, dell'affetto non ho che osservato il fluire tra altri, dell'intelligenza i frutti assaporati riconduco soprattutto alle mie limitate risorse, e del piacere quasi sempre io sono stato responsabile ...

Eppure queste distorsioni, temperate da diaframmi o approssimazioni, sono ancora oggi i miei idoli.

Più il male mi tormenta, più auspico il piacere stupefacente dell'orgasmo e dei riti associati al sesso, se la malinconia morde con accresciuta intensità, con maggiore dolcezza, sostenuta dal ricordo che lo certifica,  cerco l'affetto di un abbraccio, e non scema un giorno la beatitudine che provo contemplando le forme del corpo femminile, le infinite variazioni di cui sono capaci anche se solo stimolate dal caso, e se pure gli anni hanno ottuso l'antica curiosità adolescenziale, ancora, e sarà sempre così, saprò accostarmi con passione autentica all'opera laboriosa, alle intuizioni fulminee di un'altra mente.

Nessuno potrà convincermi mai che questi quattro elementi, la gioia dei sensi, l'apoteosi infusa dalla bellezza, il calore dell'amore, le vertigini dell'intelligenza, non esistano, non sia riconducibili ad un nome.

Al tuo, ad esempio.

La mia vita esce a pezzi da questa constatazione, ma ad essa sopravvive una speranza: che chi amo, da lontano, senza ragionevolezza, forse vilmente, possa, sappia sfiorare, penetrare, conquistare queste quattro fortezze.

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