Saturday, 2 June 2012

La forza di un'idea


Mi detestano, gli uomini, gli uomini delle altre, quasi tutti.

Non perchè, è ovvio, mi vedano come minaccia.

Macchè!


Sono i primi ad accorgersi di quanto sia orribile, e volendo, e questo è capitato in passato, con poche parole disvelano, imboccano, malignano, vestono i panni comodi dei delatori, e mascherandosi da prudenti consiglieri, spruzzano veleno negli occhi delle donne, spingono il gelo nei loro cuori.

L'esperienza delle bassezze indecenti degli uomini mi ha stancato, sconfitto, tanto che oggi non riesco a neppure prendere in considerazione l'idea di stendermi al fianco di una donna: il cammino, accidentato per tutti, per congiungermi a lei, potrebbe essere ancora una volta doloroso, ed io non ho più forze, sono dissanguato ed incapace di rigenerarmi.

Dunque sono un teorico della femminilità, e questa sorta di amara indifferenza mi permette di condividere idee, pensieri, progetti in terza persona.

Questo individuo privo di volto che esprimo per mezzo delle parole condivise con colleghi, amici, conoscenti, ha i miei stessi occhi devoti, labbra egualmente assetate di baci, mani desiderose di carezze, e pensieri di venerazione, libertà, passioni effimere e profonde, vertigini, concupiscenza, amore ... ma non è me.

Odiano quell'individuo, e l'immagine della donna che costruisce.
Odiano la rinnovata consapevolezza della femmilità che suggerisce alle loro donne.

Mi hanno detestato dei perfetti bastardi, e di quei cani non mi curo.

Mi hanno detestato metà perfette di coppie meravigliose, incapaci di accorgersi che quegl'individui in terza persona ... erano loro.

Confondono, certe parole.

Sono fumi d'oppio, stupefacenti formule magiche, ma tra tutti i giochi, le strategie, gli inganni, emerge ancora il vero comandamento nel quale mi riconosco, e che racchiude l'essenza della mia etica sentimentale: 'ama e fa' ciò che vuoi'.

Mi perdonerà Sant'Agostino, un tipo che detesto cordialmente in verità, se stravolgo il senso della sua massima: è perfetta per ogni possibile declinazione di quell'imperativo, anche quello tinto di rosa, rosso, nero.

16 comments:

  1. Ma pensa te che idioti... che a detestare te ci vuole veramente tanto impegno...

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    1. Ma non credo :D Voi mi conoscete signorina Sarahptica: so essere molto onesto, abbastanza da essere detestabile :D

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  2. Gio dimmi chi è che lo prendo a mazzate subito subito, anzi prendo un tacco a spillo e gli punzecchio le chiappe! Ciao :-)

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    1. Sara, puoi portarti avanti prendendo a mazzate il primo che capita.
      Credimi: mi odierebbe anche lui!
      Tornerò ad esprimermi in proposito, ve lo prometto.

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  3. ... mi meraviglio di certe donne che si lasciano gelare ...

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    1. E' una noiosa costante Silvia.
      Nei giorni di ottimismo penso che abbiano perso qualcosa anche loro.

      A presto!

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    2. ... ecco, allora facciamo finta di averle guardate solo il tempo di esserci appoggiati alla " comoda" e "rassicurante " noia della costante, poi però ci mettiamo a guardare l'orizzonte, anche senza alzare troppo gli occhi al cielo, sono lì che compaiono e eccezioni !
      T'abbraccio Gio, anche quando sei troppo onesto, anche quando credi di esserlo fino a sentirti detestabile ! :)

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    3. Anche domani allora cercherò questa mirabile eccezione :-)

      A prestissimo Silvia.

      Mi domando dove esistano queste fanciulle :-)

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  4. Gio, quanto sei fuori strada amico mio....

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    1. Un attimo di ebbrezza, di estasi, di apoteosi!
      E poi la delusione, l'implorerei addirittura.

      A presto amica mia.

      Gio

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    2. Ribadisco... nel tuo rapporto con le donne guardi il dito, non il cielo...
      Quel cielo decide il vero no e il vero si...
      Il dito è innocuo... lo incolpi perché Tu lo odi... non il contrario!

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    3. Amica mia, purtroppo non sono sicuro di aver capito il senso delle tue parole (ieri qui è stato gelido, ed io ho dormito malissimo!).

      Mi tiene al riparo da queste agognate rivelazioni, che la tua premura di amica cerca di ridurre a squallidi risvegli da sogni troppo dolci, l'ennesimo due di picche, lo scandire una volta di più dell'indifferenza, che torna, ciclicamente, a riproporsi in questo diaframma che esiste tra me e le donne.

      A presto Chiara!

      Gio

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  5. Ne riparleremo...
    Mi incuriosisce sola la scelta iconografica di Louise...

    A presto!

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    1. Chiara,

      Lousie è l'equivalente carnale di una delle mie idee di femminilità e bellezza.

      Convergono in quell'immagine come nel pensiero paradossi, contraddizioni.
      E ciò che sembra non potersi accordare, trova armonia in un essere vivente: così l'esperienza aiuta l'astrazione, per una volta!

      Questa stessa immagine ha preso, nello sfondo del mio telefono, il posto di un'altra declinazione, che trova nella civettuola espressione di Audrey Hepburn una definizione perfetta.

      Per una volta però, e per l'unica oserei dire ;-), quest'immagine è pretesto per un discorso generale, che rimanda al limite ad esperienze solo mie, ormai remote, e non s'avvicina a te, che di quel cumulo di intuizioni sei dimostrazione.

      Spero di riparlarne presto allora.

      Gio

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  6. Oh, bé... e ci mancava pure che s'avvicinasse a me :D

    So bene che parli di cose tue... preziose cose tue...
    Persino quando parli di me... io so bene che parli in generale, di idee del tuo mondo... Sappi che io lo so bene!

    Un saluto :)

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    1. Chiara, sei saggia, e credimi: sogno un giorno in cui saprai che davvero sto parlando di te, con te.

      Le mie cose non sono preziose: sono contorni del vuoto.

      Arriverà quel giorno :D

      Gio

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