Sunday, 24 June 2012

Il vuoto

La sostanza in cui fluttuo, un'approssimazione del vuoto, corrotta solo dalle necessità fisiologiche, fame, sete, sesso, che restano sempre incollate alla vita, è trasparente e oleosa.


Se sfioro una superficie porosa, se tocco un volume di diversa consistenza, vi lascio una traccia che non riesco a non vedere sporco, una macchia che è dopotutto una mia colpa.

Da questo punto di vista privilegiato, distaccato e indolente, dove e' equilibrio che ora è perfetto tra le energie di cui sono capace e quelle che il male divora, osservo senza trasporto, colleziono solo nella memoria, non nei sensi, l'esistenza del mondo, le sue infinite possibilità.

La brillantezza di una cena a Cambridge, una vivace discussione accademica con gli ospiti in visita da Baltimora, le deliziose chiacchiere, le battute spiritose di cui resto un interprete brillante e incredibile ... non sono che cenere, rappresentazioni di una natura morta.

Nei lunghi pomeriggi di quest'estate, che somigliano a pagine lasciate vergini, un sassofono manda, da chissà quale studio, note dolci e malinconiche per le viuzze antiche.

Cerco di figurarmi il volto di questo straniero, che senza bussare s'accomoda in casa mia, e che mi obbliga a riconsiderare gli infiniti 'se' dell'esistere.

Immagino il suo volto, e tremo al pensiero di trovarlo simile al mio.

Cos'è questa voce?
Cos'è scrivere, o meglio scribacchiare?

Ho mantenuto per tutta la vita un dignitosissimo silenzio.
Non ho condiviso quasi mai i timori, le frustrazioni, le paure.
Ho tenuto tutto dentro, e la mia condotta non ha conosciuto clemenza di questo cencio storpio: l'ho sottoposto alla stessa rigida etica di mio padre, concedendo ben pochi compromessi, e sempre transitori.

Qui, viceversa, ho lamentato ogni male, pianto per le disgrazie, bestemmiato, deriso.

Forse sarebbe meglio mentire, e dire che qui ho scritto solo menzogne.

Non sono l'infermo, il sofferente che ho dipinto.
Le fotografie di quel corpo deforme? Trovate su internet.
I lamenti? Esercizi di stile.
I ricordi? Ricostruzioni fantasiose.

Le mie idee?

Le mie idee ...

La validità di quanto ho discusso fino ad oggi è associata alla condizione di cui ti ho forse convinto?

Se fossi un millantatore, se quelle note di sassofono fossero prodotto di un sintetizzatore digitale, di una macchina di Turing malfunzionante, cosa cambierebbe?

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