Monday, 25 June 2012

Come cambiano desiderio e frustrazione


Da ragazzo il desiderio carnale era tanto ossessionante da essere addirittura temibile.

 Avrei ceduto alle tentazioni del sesso tradendo amicizie, violando patti, offendendo perfino quell'amore che iniziavo a conoscere, ad adorare.

Di fronte ad una camicetta sbottonata, una gonnellina calata e delle mutandine abbassate con malizia, non avrei riconosciuto me stesso: le mani avrebbero carezzato, misurato, palpeggiato, le labbra avrebbero ricoperto di baci, e infine il sesso avrebbe conosciuto il sesso, o meglio il cazzo, tanto duro da pulsare nel pieno dell'erezione, tanto duro che ti avrei sverginata ogni volta, si sarebbe infilato nella fica, senza obbedire ad altro che ad un istinto più fondamentale della ragione, più profondo dei sentimenti, più intimo dell'etica perfino.

Avrei preso per i fianchi, girato di spalle per poter guardare quel capolavoro irresistibile e abbaccinante che è il culo di una bella donna, e poi di nuovo, per tornare ai seni, abbondanti e soffici, o minuti e sodi. Avrei mimato i gesti del sesso prima di essere nudo, avrei accennato a morsettini, ma non sarebbero stati che labbra chiuse sulle orecchiette, sulle cosce nude e setose.

Nei miei giochi fantastici, in cui mi immaginavo uomo politico, magistrato, agente segreto, riconoscevo questo come punto debole: una figa, altro che bustarelle, mi avrebbe corrotto, una puttana, recapitatami già mezza nuda in ufficio, convinto a salvare un pluriomicida, e per due zoccolette in calore avrei venduto il mio paese al peggiore degli stati canaglia.

Se questi erano i desideri, della stessa natura le frustrazioni: vi si rimediava con la masturbazione, che richiedeva un po' di astuzia ed impegno, che ne accrescevano il godimento: ai tempi non c'era internet e il suo infinito contenuto a luci rosse, e allora si rimediava qualche VHS in cartolibrerie di quartieri lontani dal proprio, qualche rivista porno, qualche fumetto o videogioco hentai.

Oggi è diverso.

E' scemato il desiderio sessuale crudo, quello che cerca gli odori, le densità della carne, e forse proprio perchè dopotutto l'abbondanza di pornografia abitua, banalizza, non affamando che per poche ore.

Alla frustrazione vera non arrivo più: da ragazzo c'erano notti in cui i sogni erotici erano talmente popolati di donne nude, di fighe offerte in serie, di seni turgidi e gocciolanti, che il primo pensiero, al risveglio, era proprio 'oggi mi compro un film porno'.

L'attività di masturbazione non è diminuita in quantità, forse è anzi aumentata, ma quasi mai penetra nel sogno, dove ora dimorano i miei dei, i miei demoni asessuati.

Oggi sono cambiati il desiderio e le frustrazioni: la mia tristezza è conseguenza di una solitudine intellettuale.

E' grigiore attorno, e sto sprecando capacità di intendimento, ottundendomi: manca di brillantezza, di profondità la mia conversazione.

Credimi: rinuncerei alla tua fica se fossero l'idea, la paura del mio desiderio a tenerti lontana da me.

Nella donna il tesoro non è tra le gambe: è nella testa.

La fica è una risorsa, un aggiunta deliziosa, ma che può essere rimpiazzata da un porno, al limite da una puttana.

Fica, testa ...

Lo sai quale sarà il prossimo stadio, vero?

Sarà l'amore affettuoso, forse quello paterno.

Ma vedi dalla fica si passa solitamente alla passione, o all'affinità intellettiva, accumulando.

La fica è condizione necessaria della passione, come questa lo è dell'affinità intellettiva.

Questi tre elementi, assieme, o un insieme più ampio o diverso, portano poi a quella tenerezza che, ne sono certo, mi sfuggirà anch'essa.

3 comments:

  1. "e per due zoccolette in calore avrei venduto il mio paese al peggiore degli stati canaglia." sembra la storia di qualcuno assai noto, solo che le zoccolette sono di più

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  2. E non si tratta di un adolescente! Ciao Inneres.

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  3. Ma allora è una "fissa" la tua! :))
    Notte dolcissimo!

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