Sunday, 17 June 2012

Camillo, l'oscuro calzolaio islandese


Camillo è un calzolaio islandese che vive qui nel Regno Unito, qui in città credo.
Mia madre, non chiedetemi come sia possibile, lo conosce.


E così un giorno me lo ritrovo sul pianerottolo: l'incarico che gli è stato affidato, io non ne sapevo quasi nulla, è quello di prendersi cura delle suole delle mie scarpe nuove.

La lettera di raccomandazione con la quale si presenta, ovvero la conoscenza dei metodi di mia madre, sono un passepartout universale e impossibile da contraffare, e quindi lo invito ad entrare.

L'appartamento è freddo, le pareti, umide, screpolate, macchiate da sprazzi di vernice ormai ammuffita, mandano una luce azzurrognola e crepuscolare, come quella di fiamme tremule.

Presento le scarpe a Camillo.

Lui le guarda, le prende in mano, ed inizia il suo lavoro di calzolaio.

Non avevo nessuna lagnanza, ma se mia madre ha mandato quello straniero dev'esserci una buona ragione, no?

Il risultato finale è abbastanza deludente: la pelle di rivestimento è stata irrimediabilmente sfrisata, e perfino l'incremento dello spessore della suola, necessaria con tutte le pozzanghere che ci sono in giro, non è certo stato prodotto in modo adeguato.

Camillo è sereno, convinto di aver fatto un buon lavoro.

Gentile come sempre, non intendo mortificarlo, e metto mano al portafogli.

Non vuole nulla il mio ospite, eppure io so per certo che al di la di una facciata di modestia, alberghi una certa presunzione nel suo cuore.
Insisto per pagarlo, e alla fine la spunto: prenderà 10 Sterline.

Apparentemente a mal in cuore, accetta.

Sbadatamente, gli metto in mano una bancanota da 20 Sterline.

Una smorfia crudele deforma quel viso scarnificato dalla cupidigia.
Prende la banconota con le dita ossute, e, offeso, prende le scale e se ne va.

2 comments:

  1. Cioè, ma tu ci credi che il mio calzolaio si chiama Camillo?! :)

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  2. Ecco come fa mia madre a conoscerlo! :-)

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