Tuesday, 8 May 2012

Uno strano teorema

 Devi conoscermi davvero bene per poter credere alle parole che seguiranno oppure, e questa è un'alternativa addirittura più improbabile, essermi simile o almeno analoga, chè allora avrai dentro di te la dimostrazione pratica di quel folle teorema che sto per enunciare.


E' necessario ch'io confessi per prima cosa un tratto forse ingenuo, oppure semplicemente puro, certamente autentico: un nome di donna, se è il suo, una somiglianza vaga, se mi porta lei alla mente, un gesto d'attenzione che un altro degraderebbe a mera educazione, un semplice ricordo, ma nostro, sono sufficienti per infondermi nell'animo una gioia infinita e già intima, che è ristorata dall'amore.

E' così perchè io amo, fortissimamente amo, e cerco, forsennatamente, sotto le gonnelline non quanto sui visi, nelle pause che mordono il labbro più che nel fluire scorrevole delle parole quei distintivi che ho trovato per la prima volta in lei, e che da quel giorno mi illuminano.

Ma lei non è una, ed io non sono un traditore.

Non ho un'educazione sentimentale.

Non ho avuto una sola relazione amorosa, ed oggi mi ritrovo in una condizione che non so se definire, seguendo Cartesio, di massima lucidità e inaspettata libertà, o, come il buon senso impone, di totale ignoranza e inaccettabile libertà.

So qualcosa, tuttavia: l'amore che sento per una donna, vastissimo, impetuoso, non è diluito dal sentimento che non posso nascondere per un'altra, e non riesco ad immaginare tortura peggiore per il mio cranio, strazio più insopportabile per il cuore, che mentir loro, o dover dividere i pensieri, assediare quelli di una con il tumulto per un'altra, nè, più prosaicamente, potrei immaginare un contatto erotico a tre, laddove invece nei sogni più barbari c'è fusione a due, a due, a due ...

La condivisione auspicata, con più donne, di un'intimità del pensiero, proprio come quella dei corpi, la prima a volte compiuta o almeno parzialmente espressa, la seconda ardentemente desiderata e sempre censurata, non è sporcata nè sminuita dal non essere coagulata in un rapporto esclusivo, o chiusa, limitata da un legame immobile.

Proprio come del sesso si gode di più se l'esperienza ha insegnato ai corpi a comunicare, e non mi riferisco solo a ciò che asseconda l'orgasmo, ma estendo il senso di questa affermazione agli infiniti gesti d'affetto e cura che solo da nudi si possono ricevere o donare, così cresce con la conoscenza l'appagamento per i rapporti platonici, e quell'amore che non chiede che un nome per sprigionare un attimo di beatitudine in una mente contorta e sofferente è frutto di un abbandono alle idee che somiglia al cedere alle lusinghe del corpo.

C'è chi di questa affermazione dimostra con la personale esistenza un solo frammento: nel mio caso è così per la seconda parte, quella che si focalizza sulle lettere, l'intrecciarsi di sillabe o vocali, lo sfregarsi di singhiozzi o consonanti, e tu invece forse hai danzato con mille corpi, educando un altissimo virtuosismo erotico, promuovendo la soddisfazione dei sensi, sperimentando, scegliendo cosa tenere e cosa rigettare.

Il teorema è tutto in quel 'Proprio come' ... 'così'.

Lo devo pur ammettere: non ho una dimostrazione, ma ne sono abbozzare una, che fa uso credo non sconsiderato dell'analogia.


Se proprio non ti fidi, dimmi il suo nome, e ne leggerai la dimostrazione sui miei occhi.

Dimmi il tuo nome.

PS: Questo messaggio è stato ispirato da quanto letto nel blog di Sara (qui) e poi gia' ripreso da Estrella (qui).

4 comments:

  1. Wow..ho capito sai che preperisci le more prosperose e ..generose.
    io sembro un angioletto..mi confronto sai? :(
    :-))))
    Bacio dolcissimo!

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  2. La prossima volta allora sarà una biondissima creaturina, te lo prometto :D

    A presto Sara!

    Gio

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  3. Gio-quote! Un onore.. ma aspetto ad espormi considerato che alcuni passaggi del tuo scritto continuano a sfuggirmi.. ciao :-)

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  4. Domani approfondisco elaboro e condisco! A prest o Sara!

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