Friday, 11 May 2012

Una vita senza amore

Ancora due parole sull'amore e la donna, e poi basta, cercerò di parlare d'altro per un po' di tempo, o al limite mi metterò a lavorare con più lena, tanto più che le prossime settimane saranno estremamente demanding da queste parti.

Scriverò allora dei ricordi di bambino ad esempio, come ti ho promesso, delle follie dell'indipendenza, dei sogni, splendido dono di una mente un po' irrequieta, o più semplicemente di alcuni dei mille volti che incontro ogni giorno, delle intuizioni di cui ne faccio protagonisti, delle lezioni che mi impartiscono.

Una vita senza amore è fredda mollica di pane.

La grandine di rifiuti, da quello di Silvia in poi è stata di una monotonia disgustosa la mia vita sentimentale, mi ha stordito, e non sorprenderti se giunto a questo punto sragiono.

Quell'ossessione per il sesso, l'hai capito subito in verità, è la più ovvia degenerazione di un sillogismo aristotelico lasciato a portata di mano di un imbecille (me stesso medesimo).

"Gli amanti fanno sesso, quindi chi fa sesso ama ed è amato."

Quando ti sei convinto che davvero l'amore per come l'intendevi tu sia troppo difficile da individuare e donare, sono ancora i rifiuti a ricordartelo, finisci per affidarti alla 'right hand side' di quella proposizione, e dunque ti convinci che quando ne troverai una che te la darà, avrai trovato l'amore.

Quella cosa li sarà amore, e visto che c'è ancora una certa confusione, è sempre così quando si aggiorna un dizionario, nel periodare si mischiano definizioni nuove ad altre superate, sei convinto che godrai quel sollievo che da sempre brami.

...

Da sempre per Diana: qui è gelo da sempre, e non ho più tempo per i ricordi del primo amore, e non avrò mai una figlioletta con la quale giocare, nella quale vederti bambina.

 ...

La mia devozione per l'amore, ed soprattutto per il sesso ora che perdo familiarità con quel sentimento,  ha lo stesso andamento della somma del dolore di questa esistenza, solo amplificato o moderato dalle fluttuazioni violente e discontinue dell'umore.

Tre righe fa ero un po' giù, ma ora va tutto bene.

Sono orgoglioso di me: dopotutto soffro meno di un tempo.

Non so se sia così perchè chiamo Chiara, Silvia, Alice per nome, o semplicemente perchè ad una sensibilità ora estinta, forse consumata, si è sostituito il semplice desiderio carnale.

Magari stanotte in sogno volerò sopra le montagne che ho lasciato in Italia.
E visto che fa freddo, sarà inverno, e la neve attutirà l'ennesimo atterraggio maldestro.
Domani potrei pranzare fuori, in quel bel ristorante che mi hanno consigliato in Oxford Street.
Nel pomeriggio vorrei lavorare un po' su un codice Matlab che va ottimizzato e purificato.
Sto scrivendo un report corposo: mi piace sentirlo crescere, di settimana in settimana, con lo spessore della stampa, e trovo rilassante usare inkscape per realizzare grafici e diagrammi.

L'ipocrisia sarà ai massimi livelli quando metterò mano alle cartoline.

Domenica gioca la Juve e si corre il Gran Premio.

2 comments:

  1. ... come il mare: è questa la complessità che ti riconosco, ma ogni volta che diventi onda irrequieta sembra ci provi gusto a sbattere sugli scogli ... un gusto che tormenta, che non trova fine, che ferisce ( anche me ) ... poi l'occhio si distrae sulla spuma o nell'abisso o nella quiete, forse per misericordia ( anche per me ) ... Ti abbraccio ancora, Gio ... scusa se ho detto quello che sento e ho deciso di esserne responsabile ...

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  2. Ti risponero' in modo adeguato spero. A presto

    Gio

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