Saturday, 5 May 2012

Una scoperta terribile

 Sto per scrivere di una scoperta terribile e fondamentale.
Sto per scrivere del sapore aspro di un frutto velenoso.
Sto per scrivere di un'illuminazione atroce e sublime.


Ne discuto senza badare alla forma: per la cosmesi ripassero' forse in serata.

Dalla mia prossima amica, sempre che una simile creatura esistera' mai, io pretendero' la fica.

Per deporre una definizione appropriata di questa 'pretesa', nulla di cui scandalizzarsi vedrai, mi serve un po' di tempo, che ora non ho.


Ho riletto il passato, e come si fa con un'equazione complessa, ho sviluppato alcuni prodotti, isolato termini che si sono cancellati l'un l'altro, semplificando cosi' la lunga serie di eventi in un numero minimo di irriducibili: alla fine mi e' tutto chiaro.

La fica e' una garanzia, l'unica.

Se una donna ti da la fica il pericolo di essere una nullita', per lei, rispetto un'altro e' minimo, ed e' precisamente l'essermi scoperto polvere troppe volte che mi ha ridotto al fantasma che sono oggi, quindi ...

Non esiste confidenza, proclamata amicizia, segreto intimo che abbia portata simile.

Solo la fica vale quanto la fica.

Penso che questo sia uno dei pensieri piu' alti, dolorosi e preziosi che mi sia mai spinto a sfiorare.

Seguiranno sviluppi circa un'altra questione: quanto di una donna è esclusivo della sua dimensione sessuale o sentimentale?

4 comments:

  1. "Il pericolo di essere una nullità rispetto ad un altro è minimo." Nell'intimità, poi, tutti noi pensiamo queste cose, io prima di tutti. Boh, è brutto questo mondo, in un certo senso. Forse no, ma il fatto stesso che qualcuno anche solo una volta debba sentirsi polvere non giustifica più tutta questa farsa.

    ReplyDelete
  2. Mah, non saprei.
    Forse a volte certe cose le si costruisce, o le si merita.

    A presto!

    Gio

    ReplyDelete
  3. Siamo tutti polvere, e la vita piu' facile e' quella di chi non ha mai scoperto di esserlo.

    ReplyDelete
  4. Amica mia, queste, entrambe, sono ineluttabili verità.

    Riesco ad accettarle per me, ne ho recitato qui sopra una filastrocca sciocca, ne ho fatta una parodia a basso prezzo ...

    Ma se la penso associata a te non riesco a farne oggetto di una nenia.

    La tragedia che non ha più peso nella mia esistenza, che ho ridotto a burletta, vivo come tale solo per coloro che amo davvero, profondamente, e cui il destino umano non riesco ad accettare.

    A te la dolcezza che il mondo sa donare di tanto in tanto agli spiriti puri e combattenti!

    ReplyDelete