Saturday, 19 May 2012

Un pensiero, e poi l'atrocità dell'attentato di Brindisi


Il pensiero precede e completa, e in forma di ricordo rianima, il fasto e le miserie dei sensi.


Era emulo di Orazio e Socrate il nostro professore di latino, e del primo aveva la tranquillità, ne conosceva sia la disciplina sia i frutti dolci, del secondo l'attitudine alla maieutica, quell'arte che anch'io a volte cerco di praticare con i miei studenti, e che moltiplica la portata di un insegnamento perchè questo non viene più imposto per autorità esterna ma costruito personalmente, finendo per essere conquista, e legarsi all'intimità dell'individuo.

Giungemmo a Pompei con tutta la superficialità e porosità di cui si è capaci solo da adolescenti.

...

Stavo scrivendo dei tempi del liceo, ed ho letto dell'attentato di Brindisi.

Il gelo ora circola nelle mie vene.

I più tremendi ricordi, quelli della stagione delle stragi che insanguinò l'Italia nei primi anni '90, suggeriscono similitudini con l'attualità, e dunque fanno presagire un futuro che, poichè di cambiamento, probabilmente non sarà  indolore.

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