Friday, 18 May 2012

Scivolare

 Ho voluto spostare un materasso.

Dal mio studiolo, una camera di forse una decina di metri quadri nella quale ho stipato di tutto, dai mobilacci in stile baita IKEA, squallido lascito del padrone di casa, al mio tecnigrafo, dal portatile al ferro da stiro e appunto il materasso, ho preferito traslarlo in camera: fa talmente freddo di notte che messo davanti alla finestra spero ripari un po' dagli spifferi, che quando la temperatura sfiora lo zero attentano alle mie meningi, e stamattina mi hanno svegliato già dolorante.


Ero senza scarpe, e spingendolo, e tirandolo ho perso attrito sul parquet, sbilanciandomi: il baricentro del materasso si è spostato allora un po' indietro, ed un tentativo di  rimetterlo in posizione con una pressione improvvisa, a mezz'altezza, è fallito, chè la sua inesistente rigidità non è riuscita a trasmettere l'impulso all'intera superficie, e così mi è franato addosso.

Sono scivolato, sbattendo il costato sulla pediera del letto.

Nella frazione di secondo in cui ho perso l'equilibrio non sapevo con certezza come sarei caduto, era tutto buio ed in rotazione, e ho temuto che le ossa, già consumate dall'osteoporosi, patologia questa che non curo quanto dovrei, potessero incrinarsi.

 Un dolore sopportabilissimo, e subito la certezza di non aver patito nessun danno.
Adesso duole appena, e domani mattina sarà solo un ricordo.

...

Donne.
Donna.

Io penso sempre alla donna, anche ora.

...

Hai visto il tuo uomo che eroe, che spirito, che abnegazione?
Ha rischiato la vita per farti dormire al caldo, donna!

Fammi le coccole stasera amore.

Dammi mille bacini, quelli dei giorni di malavoglia e febbriciattola che ci piacciono tanto, e che raccomandano, giustificano, civettano, perDiana, l'indolenza delle domeniche mattina passate a baciarsi, giocherellare, parlottare di nulla.

Nel nostro letto, tra le lenzuola profumate e i cuscini morbidi, sotto coperte che vincono il gelo inizia ogni giorno, li si trasforma in notte.

Li coincidono tutte le verità.

Ti amo.

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