Saturday, 12 May 2012

Perdersi in città

Lo testimoniano egualmente il mal di schiena, interessa l'intera regione lombare, e l'emicrania, compagna inevitabile di ogni giornata malevola: io oggi mi sono perso in città.



Già nel primo pomeriggio, uscendo di casa, mi sono incamminato in direzione nord-est, verso una zona  che non ho mai avuto modo di frequentare, e di li poi ho seguito la bussola impazzita dell'intuito e quella un po' folle del caso.

...

Quasi subito ho abbandonato la via principale, annoiato dai rumori del traffico, per seguire un ciottolato, una stradina stretta tra i muri perimetrali di due giardini.

Una gazza svolazzava tra i rami di due alberi che, toccandosi con le fronde più alte, quelle oltre il filo spinato, ristabilivano, al di la di minacciose ostentazioni di 'private property', un'idea di unità ed armonia.

Anche le radici sotto terra si intrecciano, ed è solo in superficie che esistono confini, leggi, diritti.

Ad ogni bivio ero soggetto ad una condizione diversa: una volta era il caso ad indicarmi dove andare, lo decideva il numero di targa di una macchina in transito o parcheggiata per strada, ed altrimenti il minimo cenno di bellezza, una ragazza, le grida felici di bambini in festa, una nuvola, il sereno.

Così mi sono perso in città.

Domani ti dirò di più.

2 comments:

  1. ... "Ho pensato che anche le radici sotto terra erano intrecciate, e che è solo in superficie che esistono confini, leggi, diritti " ... è un lusso perdersi, è un lusso lasciarsi indicare il percorso fingendo sia per " caso " ... ti ho seguito ...

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  2. La città è grande: ne ho in mente molti altri di pomeriggi simili :-)

    A presto allora Silvia!

    Gio

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