Monday, 21 May 2012

Insegnamenti

Mi tornano spesso in mente le esemplari parole di M. Yourcenar circa il 'male vero e proprio'.


 Quando si saranno alleviate sempre più le schiavitù inutili, si saranno scongiurate le sventure non necessarie, resterà sempre, per tenere in esercizio le virtù eroiche dell'uomo, la lunga serie dei mali veri e propri: la morte, la vecchiaia, le malattie inguaribili, l'amore non corrisposto, l'amicizia respinta o tradita, la mediocrità d'una vita meno vasta dei nostri progetti e più opaca dei nostri sogni: tutte le sciagure provocate dalla natura divina delle cose.


[Memorie di Adriano].

La morte, la vecchiaia, perfino l'amore non corrisposto, non hanno colpevoli se non la vita stessa, se non il sentimento medesimo nella sua forma piu' pura.

Ma un tradimento, il chinare il capo e scegliere la mediocrita' anziche' la virtu', il lasciarsi dominare dall'ipocrisie anziche' servire e servirsi della verita', sono macchinazioni del libero arbitrio.

Non mi danno tregue oggi le extra sistoli.

Lo dico per sottolineare quanto sia ridicolo un simile proclama, se ad enunciarlo e' un pezzente come me.

'Vana ira sine viribus', ricorda il giovane studente di latino che rivive di tanto in tanto.

Non mi importa d'essere poco piu' che uno spettro.

Le mie parole raggiungeranno forse il cuore gia' temprato dal male di Silvia, e lei le prendera', come frammenti gia' conosciuti, li modellera', li ripetera' magari perche' la sua voce, piu' penetrante, li propaghi con altra autorevolezza che non quella di un infermo.

E chissa', non sara' sorda la mia amatissima Chiara, ma completera' questo pensiero, un giorno, quando le sara' naturale farlo, e questo sara' allora della forma esatta per essere colto dagli amanti del bello, dagli indagatori del labirinto che e' l'animo umano.

2 comments:

  1. Soffiate, venti, da scoppiarvi le gote, infuriate, soffiate!
    Turbini e cateratte del cielo, diluviate,
    Ad affogare i galli giravento in cima ai campanili.
    E voi, sulfurei lampi, rapidi più del pensiero,
    precursori del fulmine schiantaroveri,
    Strinatemi questa testa canuta. Tu, tuono scotitore del mondo,
    Spianala d'un colpo al suolo questa compatta sfera del globo,
    Rompi gli stampi di natura;
    Disperdi tutto e tutti insieme ai germi onde si genera,
    Mostro d'ingratitudine, l'uomo.
    (Re Lear; Atto III scena II)

    Vedi tu, caro Gio, di che letture mi nutro in questi giorni.
    Ho dovuto rifugiarmi in Shakespeare, e questo è più di quanto sappia dire.
    Un bacio

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  2. Penso di capirti Silvia.
    A prestissimo.

    Gio

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