Saturday, 19 May 2012

Il male - Tu

Mio padre ha lavorato per un breve periodo in un pronto soccorso, agli inizi.

I suoi racconti, di bimbi morti, massacrati di botte da genitori abbruttiti dal vizio, di adolescenti mutilati da incidenti stradali, di tossicodipendenti divorati dalla droga, di individui del tutti anonimi, catapultati di punto in biancodalle loro case ad un letto di ospedale solo per morirvi, consumati da un'epatite fulminante o un cedimento cardiaco, lingue di fuoco ad illuminare le pareti irregolari ed aguzze di una caverna che ci illudiamo non esista, ed invece ci circonda, siamo nel suo ventre gelido ogni giorno della nostra esistenza, mi hanno formato.




Non dubito della legittimità di altri atteggiamenti, di modi di pensare, agire, sentire diversi dal mio.

Ma tra tutte le affinità che cerco nel prossimo, questa viene prima.

...


Sono tornato a casa a notte fonda.

Ho pensato che dopotutto essere soli non è poi così male.
Ad esempio, i ritmi che mi impone di tanto in tanto il lavoro finirebbero per pesare sulla mia compagna.
Non sono più frequenti come un tempo i cali o i cambiamenti d'umore, ma egualmente sarebbe ingiusto che lei se ne dovesse fare carico, o anche semplicemente portarne pazienza.

Eppure ...

Eppure vorrei ci fossi tu.
Tu qui con me.

Vorrei che tu fossi lei.

Dura un attimo solo questo pensiero, è egoismo puro, lo so bene, e già torno a progettare il domani, che ancora mi vedrà in ufficio tutto il giorno.

Ho sprecato una vita, non la riempono due o tre modestissimi raggiungimenti accademici e quelle quattro lire accumulate in banca, ma mi consola il pensiero di non averne rovinata un'altra.

Tutte le donne che mi hanno respinto, più o meno coscientemente, hanno alleggerito il peso del debito etico che ho nei confronti degli altri.

Certamente la solitudine che è seguita mi ha imposto scelte inique, che ad altre persone ho se non imposto esposto, ma mi convinco che quest'esistenza, una via di mezzo tra burrasca e bonaccia, tra crolli emotivi e atarassia insipida, sia comunque una conquista.

Sono già nude le gambe delle ragazze al sabato sera.
In questo momento si incontrano amanti occasionali e innamorati.

Io tolgo gli occhiali, mi rimbocco le coperte, e torno a sognarti.

Li tu sei già lei.

2 comments:

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    1. Caraptica, ho rimosso il commento per le solite paranoie sulla privacy ;-)
      Grazie delle belle parole, ma non temere: quello è una bestia senza cuore!

      Come ben sai, scherzo.

      Un abbraccio a te,

      Gio

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