Sunday, 6 May 2012

Grasso, Grillo, la Mafia

Ha fatto bene Pietro Grasso, procuratore nazionale antimafia, a riprendere Grillo, che qualche giorno fa aveva riassunto con un'odiosa semplificazione da retore di terz'ordine la realtà criminale, asfissiante e mortale della mafia.


Le aspre parole di Grasso, gravi e giuste, proprio in virtù della loro correttezza mi disorientano, chè affiancano un silenzio inaccettabile su altre questioni, una docilità che nessuna istituzione, nessun potere dovrebbero indurre in un servitore dello Stato.


Da Wikipedia leggo a proposito di Grasso:

L'11 ottobre 2005 è stato nominato procuratore nazionale antimafia, subentrando a Pier Luigi Vigna, che ha lasciato l'incarico nell'agosto 2005 per raggiunti limiti di età, mentre era ancora capo della Procura della Repubblica di Palermo. Il Csm (Consiglio superiore della magistratura) ha dato via libera alla sua nomina con 18 voti a favore e cinque astensioni.
La sua nomina fu al centro di aspre polemiche nel mondo giudiziario e politico, poiché era molto probabile la nomina del Procuratore della Repubblica presso il tribunale di Palermo Gian Carlo Caselli. Tuttavia, il Governo Berlusconi III, nella figura del senatore Luigi Bobbio (del partito Alleanza Nazionale) presentò un emendamento alla legge delega di riforma dell'ordinamento giudiziario (la cosiddetta "Riforma Castelli"). Secondo quanto dettato dall'emendamento, Caselli non poté più essere nominato a procuratore nazionale antimafia per superamento del limite di età. La Corte costituzionale, successivamente alla nomina di Pietro Grasso quale nuovo procuratore nazionale antimafia, dichiarò illegittimo il provvedimento che aveva escluso il giudice Gian Carlo Caselli dal concorso.

Alla luce di questa nomina, che se non direttamente politica è stata certamente contaminata, deviata, propiziata da un intervento governativo esplicito, forse mi spiego come mai Grasso non abbia tuonato contro, ad esempio, l'affermazione scandalosa di Casini, che ritiene un 'dovere morale' portare conforto a un ex governatore condannato in via definitiva a 7 anni di carcere per aver favorito la mafia, nè abbia esternato disappunto, sgomento, alla notizia della definizione, a opera della cassazione, del ruolo di Dell'Utri come tramite tra Cosa nostra e Silvio Berlusconi.

Ha fatto bene Pietro Grasso, procuratore nazionale antimafia, a riprendere Grillo, ed il mio non è un commento sardonico.
 
Ha fatto male a tacere, emulando un comportamento quasi omertoso, tutte le altre volte.

2 comments:

  1. Le biografie sono come i telegiornali ovvero raccontano quello che il popolo vuole che si racconti.
    Leggiti la biografia di Berlusconi e scoprirai che è un grande statista!

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    1. Quel crasso visino, inoltre, è fisiognomicamente esaustivo!
      "Ho detto tutto" direbbe Totò.

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