Sunday, 6 May 2012

Come nasce un pensiero?


Tra noi due c'e' una distanza all'apparenza abissale, ma tale diaframma e' illusorio, e la lontananza, che solitamente misuri come somma delle componenti che distinguono, uomo/donna, deforme/graziosa, istrionico/timida, e' annullata da un unico punto di contatto che ci rende contigui, e che  davvero ci identifica.


Nei miei pensieri, sei Ninfa capace di camminare sull'acque, ed io vivo la tua presenza di spirito invisibile all'occhio distratto e tuttavia trionfante, come lo e' la primavera in certi dipinti di Monet che, presente in ogni particella dorata come nei chiaroscuri, nei fiori screziati dai raggi di luce e nelle frescure ombrose , in una spiga di grano nutrita di Sole quanto su di una parete esausta umettata dal settentrione, finisce per non essere intesa o colta solo in derivazioni secondaria, invece che indovinata nella sua qualita' originale e complessa.

Su tutto, della primavera, le tue parole traducono con sublime aderenza al vero quella sensazione di screpolatura, di squarcio doloroso che ogni parto, perfino quello di una fogliolina che apre una corteccia indurita dall'inverno, esige.

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