Monday, 23 April 2012

Una parola romantica

Mi avvicino all'etimologia senza metodo, mosso da una curiosita' vivace e non sporadica limitata tuttavia dalle circostanze che condizionano, al di la dei miei interessi, priorita', scadenze, impegni.


Capita davvero spesso che mi interroghi sull'origine di una parola, e se a volte riesco a ricostruirne con discreta precisione la genesi, 'equivoco', ad esempio, m'ero ovviamente immaginato significasse 'voce uguale', quasi fosse una sorta di 'isotopo' applicato al lessico anziche' alla fisica, quasi sempre c'e' una scoperta nell'indagine.

'Gelosia', 'Feticcio', 'Pagano' ... sono queste gli ultimi termini che hanno soddisfatto la mia bramosia di conoscenza.

Di 'gelosia' parlero' un'altra volta, di 'feticcio' c'e' ben poco di dire, ma 'pagano' ... 'pagano' e' una parola che ha nel suo significato la storia stessa dell'umanita'!

'Pagano', ai tempi degli Dei oggi comunemente 'pagani' non esisteva proprio come parola assai probabilmente.

Ai tempi gli 'Dei' non erano, come Dante ebbe modo di affermare con sommo disprezzo, 'falsi e bugiardi': erano Dei e basta, immortali ai quali erigere templi, divinita' cui rivolgere preghiere o sacrificare vittime.

Venne poi il Cristianesimo, e la sua follia monoteista, l'ottusa pretesa di ridurre le infinite rappresentazioni del mondo ad un unum, spazzo' via il Pantheon, dove viceversa la coesistenza di divinita' e Titani, Ciclopi e Ninfee rappresentava certo in modo piu' convincente le contraddizioni della realta' nella sua molteplicita', come le passioni sfrenate, le vilta' e le virtu' che l'uomo da sempre ricalca in egual misura.

L'avanzata della Croce, sostenuta per fini politici dai ceti dirigenti, oppio a basso costo per gli ultimi, non ebbe rispetto neppure per Vesta, di cui spense il fuoco, e giacche' fu nei centri di potere, nelle citta', che inizialmente la nuova religione trovo' terreno fertile, gli antichi Dei, espulsi dai loro templi, banditi oltre le mura, come cani randagi finirono per trovare una dimora, effimera e dolce, romantica davvero, nei villaggi sperduti, non ancora sottomessi al capriccio di chi decise le sorti del mondo.

'Pagus' in latino significa proprio 'villaggio'.

E se da una parte i paesani si dimostrarono piu' tetragoni e fedeli, o semplicemente di mente occlusi, e questo in prima istanza spiega il senso della parola, d'altra parte i residui credenti, scacciati essi stessi dalle citta', s'inventatoro un rifugio, innalzarono are ancora sacre nei villaggi piu' inaccessibili e inospitali.

Questo secondo frammento mi e' caro.

Ha la tensione di una fuga, evoca la violenza brutale di chi un giorno fece scempio di sculture, decorazioni, altari, e segue la crepa di una frattura, che allontanandosi dal centro, avanza fino a farsi sottile in periferia.

Li noi siamo, soli, destinati a smarrire la nostra identita', perseguitati e insultati, incapaci di uniformarci a cio' che non sentiamo.

Si scusa il gentile pubblico per la qualita' scadente di questa pagina.
Si addebita la responsabilita' alla bassa pressione arteriosa.

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