Monday, 23 April 2012

Una borsetta da 32.000 Euro

Mi ha colpito molto una notizia letta sul sito dell'Ansa: una ricca turista nipponica, in Italia per fare acquisti, ha sbadatamente finito per prelevare, da un Boutique del centro di quelle dove non puoi entrare senza avere almeno 100 milioni investiti, non la misera busta della spesa che pensava d'aver comprato, un sacco di tela da neanche 2.000 euro, ma un gioliellino da Maria Antonietta da 32.000 sacchi, un manufatto d'altissimo pregio sicuramente ottenuto scuoiando qualche specie in via d'estinzione.


Una borsa da 32.000 euro ...

Facile scandalizzarsi: non lo faro'.

Gioisco invece.

Che qualcuno spenda 32.000 euro per un appendice del proprio ego, ma anche per un qualsivoglia giocattolino inutile, e' bene.

E' bene ti dico.

Ridistribuisce un po' di ricchezza, e quel danaro va a rimpinguare le tasche di qualche buon artigiano, dei commessi assunti con contratto a tempo indeterminato, degli operai di una qualsiasi ditta di trasporti.

E' un bene, che' non riesco a credere che  si possa avere un cuore di pietra per gettare 32.000 euro per l'inutile pelle scorticata ad un coccodrillo, una somma che altrimenti destinata potrebbe cambiare non una ma molte vite: e allora questi acquisti folli, tributi infami alla vanita', sono soprattutto una tassa pagata sulla crudelta', sull'egoismo umano.

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